
EL ARTICULO ES DE JOSEBA ELOLA
Rascacielos vivo en Dubai
Una torre de 80 pisos en movimiento. Cada piso rotando a su ritmo, de modo que el edificio nunca presenta el mismo aspecto. Un cono central del que se van colgando apartamentos de lujo previamente fabricados en Bari. Son los presupuestos fundamentales de los que parte Fisher, de 59 años, un experto en estructuras prefabricadas que, con ese apellido que tiene, se declara cien por cien italiano. El que alquile un piso en su torre no notará el movimiento bajo sus pies, pero sí verá cómo el paisaje va cambiando a lo largo del día. “Cambiará nuestra percepción del tiempo. Es como cuando ves un atardecer en el Mediterráneo: atrapas el sentido de que el tiempo pasa sin necesidad de mirar el reloj”, cuenta por teléfono desde su laboratorio florentino este hombre conocido hasta ahora por el diseño de baños de mármol inteligentes.
El edificio genera una parte de la energía que requiere por medio de su propia rotación y de la captación de energía del viento, según se explica en el proyecto. Un elemento que a Fisher y a los que le respaldan -una sociedad creada ex profeso para el proyecto, Rotating Tower Dubai Development- les permite poner la etiqueta de verde al proyecto. Fisher asegura que su torre rotatoria será realidad en 2010. Que tras la presentación en Nueva York han recibido peticiones de Estados Unidos, Brasil e incluso España, y ya tienen más clientes que apartamentos. Sin embargo, no desvela la cifra de clientes ni quedan del todo claros los detalles financieros de la operación. Es lo que se lleva hoy día: se hace una presentación-flash, una pequeña inversión de partida, y se espera a que la brillantez de la idea arrastre a las fuerzas políticas y financieras. Algo muy habitual en todo el mundo y a lo que estamos menos acostumbrados en España, como explica el arquitecto Miguel Ruano, especializado en proyectos a gran escala, y que prepara un libro sobre Dubai. “Si en algún sitio se puede hacer un proyecto así es precisamente en Dubai, donde nada es imposible”, comenta Ruano, que viene trabajando en el emirato desde 2000. “Es posible que se construya, o que sea una puesta en escena. Pero en Dubai, cada vez hay que ser más serio, te la juegas: si les haces quedar mal, ya no puedes volver a poner en marcha un proyecto”.
El objetivo de Fisher y los suyos es muy ambicioso: convertir su torre en el próximo icono de la ciudad. Lo tienen difícil. Ya está en fase de construcción Burj Dubai, la que será la estructura más grande jamás construida por el hombre (ya han llegado a los 811 metros de altura).
La torre giratoria pretende abrir una nueva era en la arquitectura, incorporando el dinamismo a los edificios, dicen sus promotores. Veinte pisos para oficinas, 15 para un hotel, 35 con pisos de lujo y, los 10 últimos, chalés. En una primera fase, confiesa Fisher, los clientes sólo podrán ser ricos: el metro cuadrado costará 20.000 euros. Pero el arquitecto italiano confía en que su idea prospere, se popularice y acabe siendo asequible para “la gente corriente”. Asegura que se hará otra torre giratoria en Moscú, en 2011. Y sueña con que le sigan Londres, Nueva York y, en un futuro, dice, Madrid. -
Architetto, instancabile viaggiatrice e appassionata di scrittura, scultura e archeologia. Nata a Milano, cresciuta a Napoli, si è formata professionalmente in quel di Barcellona. Ha già fatto un giro del mondo e sogna il secondo. Attualmente vive e lavora ad Amburgo.
io non andrei…
non so’ sono architetture fuori di scala, violente, giganti, di impatto, “pantalla” e non di sostanza…
sono soldi, potere, cemento….cemento…cemento…
promotoras senza scrupoli oltre il sinai…
peró vedi tu; in fondo da tutto si impara e tutto sempre e’ interessante;
e’ che in fondo in fondo io sono europa dipendente…si sta’ troppo bene nel nostro bel continente:)
x val
Dio Santo. Quello che ho imparato dal mio viaggio è che si sta bene dappertutto tranne che in questa bistrattata Europa! dove probabilmente vivrò il resto della mia vita, ma dall’arrivismo all’inquinamento, passando alle lotte per il PIL alle politiche spicciole e agli scandali dovuti alle dannate droghe….L’europa è il peggior continente. la paura in quanto tale, esiste più qui che altrove!
valentina ma quanti continenti hai visitato per poter dire che in Europa si sta troppo bene?
Dubai
Vaiiiiiiiiii, vai Giò…Dubai è bellissima non hai idea di quanto plus porterà alla tua professionalità. Io è un paio di anni che cerco di trovare un’esperienza così…e non ci riesco.
Vaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
per giordana
Ti leggo da un pò, comunque devo dirti una cosa. Ha ragione Valentina! Siamo abituati troppo bene qui in europa. E te lo dico io che ho lavorato a New York per sei mesi, dove anche là, se non sei bianco, anglosassone e protestante è tanto dura, e Barak Obama e hillary clinton insegnano, a Buenos Aires, dove devi saltare i mendicanti per la strada, a Sydney. Ho visitato Nairobi e mombasa e non nei villaggi, ma zaino in spalla in giro a dormire nelle stazioni e sulle panchine. Sono stata a San Pietroburgo dove vicino a Louis Vuitton ci sono le file di persone che aspettano ore per due carote e un pezzo di pane. A tokyio dove un giro in metropolitana ti costa come una cena, e anche a Dubai, nella splendida dubai dove ci sono gli hotel a 7 stelle e gli sceicchi che girano in limousine e le donne che entrano all’università dovendo chinarsi per passare dalla porta riservata a loro, alta 1,50 m e larga 70, con chador dalla testa ai piedi, i guanti e dove anche un pò di rimmel scatena ire funeste e si rischia l’espulsione e dove anche noi occidentali, al di fuori dei nostri splendidi studi con l’aria condizionata, e dalle isole dedicate ai turisti, dobbiamo girare col velo e tenere ben bassi gli occhi perchè è impudico per una donna di qualunque nazionalità guardare un uomo che non sia il padre o il marito. Sai che penso? Che quello che conta veramente quando si gira il mondo, sia un pò di umiltà e di rispetto, che non si devono sparare giudizi perchè ogni luogo si deve viverlo davvero, e non da turisti, perchè quando si fanno i viaggi da turisti è tutto bello, quando si vive veramente un luogo per un pò di tempo, si scopre che veramente noi siamo dei privilegiati.
x paoletta
non sono daccordo con quasi nessuna delle cose che purtroppo hai detto. scrivi che mi leggi da un pò, probabilmente con distrazione pensando alle cose che stai facendo in ufficio, ( come fanno in molti, almeno di questo ho la sensazione) infatti dici che secondo te ho visitato posti da turista, bhe non è così: perchè ho vissuto tutti i posti da viaggiatrice e non da turista. mi sono mischiata con le persone e ho mangiato dormito e lavorato come fanno loro, nelle loro case.
a BA in 30 gg non ho saltato mendicanti, lo faccio qui a BCN, tokyo il biglietto metro, caro come una cena?costa come qui e il tuo parametro di cena sicuramente è distante dal mio. A new York ci sono stata più volte, e non credo avendo lì molto amici, bianchi e neri, anche sposati tra loro, che gli episodi di razzismo sono all’ordine del giorno, sono eccezioni. nel mio viaggio ho imparato che c’è più infelicità nello stare stressati per le consegne, gli orari, le diete, gli obblighi sociali e meno infelici vivendo con poco e sorridendo, vedi asia e sud america.
poi c’è un’altro occidente, fatto di australia e new zealand, dove la qualità della vita è milioni di volte superiore a quella europea.
l’europa è purtroppo solo un marchio, satura, vecchia, senza spazi, senza entusiasmi e spesso senza più idee.Sete di potere, di successo, interessi, auto e conti in banca. essere europei è peggio che essere un vietnamita a vendere verdura sui marciapiedi. ed è “quasi sicuro” che vivrò la mia vita in questo continente e non in un altro, ( x ovvi motivi) perchè grazie a Dio, indipendentemente da dove io mi trovi, ho la capacità di riinventarmi la vita e renderla interessante e adrenalinica, sempre!
ma espimere le proprie opinioni e confrontarsi è quello che fa crescere e arricchire le persone giusto? e questo è solo quello che penso io. ne più nè meno corretto di quello che hai detto tu. differente. Io i posti che ho visitato li ho visti fino a pochi mesi fa.tu forse qualche annetto fa. non so. e magari le cose son cambiate.
ho vissuto l’anno più bello della mia vita perchè mi sentivo sola, libera e soprattutto protetta, da altre civiltà che non erano mie, ma che potevo sentire mie. Un peruviano o un thailandese non sentiranno mai loro, la civiltà europea. fa riflettere no?
grazie per il tuo intervento in ogni caso.
per giordana
Non so che mondo hai visto tu, io continuo a vederlo a tutt’oggi perch’ ti sto scrivendo da Brasilia, e se posso fare questa vita la faccio grazie ai miei perchè non vivo dei miei guadagni, non solo almeno, ma i miei sovvenzionano bene e so quanto sono fortunata per tutto questo, perchè posso permettermi di fare l’architetto negli studi anche gratis senza problemi, ma non per questo non so quanto sia difficile la vita per chi non ha di queste fortune o per chi deve mantenersi perchè altrimenti, nonostante i miei quasi otto anni di esperienza in giro per il mondo non mi sarei mai e poi mai potuta permettere tutto questo. Non leggo con disattenzione, ma per quelle che sono le mie esperienze devo dirti che leggo e rileggo e vedo un bel pò di incongruenze. Non è una critica la mia, ma solo un’impressione, che tu voglia mostrare tante volte quello che in realtà non è stato. Può essere anche che in certi posti le cose siano cambiate non dico di no, d’altro canto, il bello dei luoghi è che cambiano di continuo, e x questo ci danno modo di vederli e riscoprirli.
brasil nannnannannaaaa
che strano, non risultano entrate dal Brasile, oggi nel mio blog.
tu sei sicura si? di scrivere da li? perchèil sistema è infallibile su queste cose.
ci sono ancora!
Ciao Giordana, non ho scordato Torino e che devo a te l’incontro con tutti.
Per adesso un saluto, frequenterò più spesso il tuo blog, ancora mi devo orientare per esplorarlo.
Ogni tanto faccio dei tentativi per essere fuori dal mondo della mia attività, e Torino è stato uno di questi.
Cercherò di non perderti.
Ciao bella!
cavolo!
Comunque, non andare a Dubai. Sarebbe dura per una come te.
La Nasa ti fa un baffo a te vero? Sei anche Ingegnere informatico? Oltre che tutto il resto? O temi smentite? Sai che esistono metodi per non farsi trovare vero? ;P Comunque, sai come si dice, ciascuno fa la propria vita, non sono brava come te in tutto che vuoi fare. Tanti auguri x tutto! E non avertene se non leggerò più questo blog, ma, come dire, ciscuno ha le proprie idee. Ciao
non troppi e non pochi
solo un mio parere; mi piace l’europa, globalizzata e diversa, appena metti il naso fuori dalle grandi cittá e girovaghi fuori dalla ruta ryanair; per poco tempo pero ho lavorato in nord africa , asia ( non in dubai, ma in medio oriente); con viaggi negli eccessi degli stati uniti, e di un dormilone centro america; non ho visto tanto, tutto, troppo mondo… ma nemmeno poco; e l’europa e’ rassicurante, almeno ai miei occhi, grazie a una cultura, non ecessivamente esotica, che sempre lascia un po’ di spazio alle radici italiche.
vaiii
il mondo è la nostra casa. vai.