despues de 2 meses en Dubai

Han pasado casi 2 meses y dos sueldos desde que he llegado.

Si, ya se que hace reir medir la vida en dinero, pero es que realmente no me queda mucho mas.

Las primeras semanas han sido tan dificiles, pero tan dificiles, que pensaba de no poder con todo.

Pero la frase de la misma persona que me ha empujado hacia Dubai me ha despertado de repente: “nadie ha dicho que vivir es facil.”

En realidad he tenido bastante suerte, hasta ahora en mi vida, y entre otras cosas una temporada, dificil, triste, complicada, me hacia falta.

Mas que nada para render gracias a Dios de todo lo bonito que me ha dado ahasta ahora. Que ya es un buen motivo.

Despues del primer mes, las cosas han emepzado a funcionar un poco mas, y parece que he encontrado un equilibrio. Forzado, pero siempre de un pequeno equilibrio se trata.

Los motives de mi malestar son muchos y diferentes, el principal es que estoy en el desierto.

La arena del desierto esta alli, entre una cera y la otra, no puedes olvidar en ningun momento que estas en la nada.

Y esta gente hasta 50 anos atras vivia en tiendas. Tienen una cultura fundamentalmente diferente, me equivocaria si afirmase que no son educados e punto.

La frase correcta para decir es que : no son educados, como yo, bella occidental, entiendo el concepto de educacion.

Tenemos unos valores, que son el tacto, el respecto, la condivision, el altruismo, que aqui no han llegado todavia. Ellos desconocen la prioridad de hacer feliz otra persona, o cuanto menos hacer algo positivo para otra persona solo para el gusto de hacerlo. Y esto es general, quando hablas con alguien del medio oriente, que tiene un titulo, gente de Turchia, de Lebano, de Siria, gente que teoricamente tiene una cultura mas similares a la nuestra, pues por ellos nosotros europeos, somos los que viven en cubiculos y se meten la gasoline por si mismos, los que no tienen la helper. El concepto de la materialidad es practicamente el objetivo primordial. Nad Nuevo, ya se. que queria esperarme? Pero una cosa es estar en casa a Barcelona y ipotizar mi vida aqui, otra cosa es vivirla. He visto escenas de chicas ricas sentadas en su proprio sof’a, que llaman su dependientas o mujer de la limpieza, para que se le pasen un cenicero que esta en una mesita a un metro de distancias, y obviamente la dependienta estaba en otra habitacion. El personal de servicio es tratado como esclavos, es una verguenza que en el 2008 los derechos umanos no sean iguales para todos…

Querendo ignorer estas formas de razismo, de falta total de respecto hacias las personas, entre ellos, mi vida personal me parece sin luz. Creo por faltas de ventanas…

No tengo nigun enriquicimiento personal: no hai quiosqos donde poder comprar un periodico o una revista, no hay la posibilidad de pasear, de ver peliculas, no tengo intercambio de musica con nadie, no comento libros leidos con nadie, no hai conciertos, no hai espectaculos teatrales. Y si los hay son precios proibitivos. Todo esta plano, sin movimientos alguno. Me levanto, trabajo 10 horas, como casi cada dia las misma ensaladas, vuelvo hecha polvo a casa, hago unas llamadas, y se acabo’.Con esto no quiero decir que estoy mal, pero no soy feliz. Stephan ya ha venido a visitarme y vuelve en Enero, mi madre esta haciendo la cuenta al revers porque la semana que viene esta ‘ por aqui ella tambien..

Pero’ la cuestion es que no recibo nada mas de Dubai que mi puto salario, que me esta costando de verdad muy caro.

Pero yo no vendo mi alma, tambien porque tengo una sola. Recupero el dinero gastado en mi viaje de vuelta al mundo y vuelvo.

I Promise.

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9 risposte a despues de 2 meses en Dubai

  1. sissi scrive:

    …per laura
    Guarda io ti capisco benissimo perche’ come te credo sto lavorando in Italia.
    sO perfettamente che la mentalita’italiana e il lavoro da architetto in Italia porta a diventare acidi e nevrotici perche’ si vive solo di frustazioni.
    Ma ammiro Giordana e Rosy e tutti gli altri che se ne sono andati per quello che hanno fatto.
    Perche’hanno preso in mano le loro vite.
    Perche’ le cose sono 2 😮 rimani qui e rispetti e accetti il ritmo e lo sfruttamento italiano senza per questo attaccare di chi sta meglio e ha deciso di non accettare tutto cio’, o te ne vai e fai come hanno fatto loro…

    Personalmente me ne andro’ nel 2009…..

  2. stefania scrive:

    lunedi mattina
    uffa Giordi, che freddo che fa qui in Italia….ecco per esempio in questo momento ti invidio molto perchè magari c’hai 3000 altri cavoli ma per lo meno non devi togliere il ghiaccio dalla macchina la mattina….
    E poi…non sei circondata dai nostri compratrioti che ti assicuro diventano ogni giorno più insoppartabili. Ma che aspettate? Siete stanchi, frustrati, non trovate lavoro, non vi viene riconosciuto quello che fate? Fate armi e bagagli e andatevene, evidentemente questo paese non vi merita. Che cosa vi impedisce di farlo? Avete problemi familiari, non vi potete allontanare perchè avete i genitori grandi malati etc? Tutta la comprensione di questo mondo, ma perchè sparare addosso a chi lo fa, a chi lo può fare, a chi lo vuole fare? Io veramente non capisco. Ormai è appurato che in Italia non c’è spazio per i giovani non raccomandati, è un sistema che ormai va avanti cosi perchè evidentemente sono più quelli a cui sta bene che a quelli a cui non sta bene. Pertanto a quelli che non rientrano in questo sistema rimangono due strade: o se ne vanno oppure rimangono e non si lamentano, soprattutto non sparano addosso a chi invece ha fatto una scelta diversa. Non mi sembra che ci sia una terza via, o vi illudete ancora che questo Paese cambierà? Quanto a te Giordana, lo sapevamo che Dubai era tosta, i motivi che tu elenchi nel tuo post li sapevamo tutti e ti abbiamo messo in guardia, ma come dici giustamente anche tu, nella vita ci vogliono anche queste fasi oscure, per poter poi meglio apprezzare quelle luminose! Un bacione.
    ps spero che per questo mio intervento ora non dovrai essere costretta a richiudere il blog agli interventi esterni!

  3. x scrive:

    una roccia
    ciao Giordana
    dopo aver letto il tuo posto di lunedì, devo dire che un po’ di angoscia mi ha preso. Ma poi ho pensato che spesso quando si scrive si fissa solo un momento fra i tanti, e tosta come sei sono certo che l’avrai già superato.
    Poi ho iniziato a fare confronti sulla cosiddetta civiltà occidentale, così diversa da quella orientale o medio orientale che ti trovi ad affrontare tutti i santi giorni. Sono arrivato alla conclusione che probabilmente la forma è diversa ma la sostanza non cambia. Schiavi lì e schiavi anche qui. Forse con un po’ più di eleganza, ma neanche tanto.
    Parlo di gente che vive e si ammala nei sottopassaggi del lungotevere, parlo dei due morti al giorno per l’assenza di misure di sicurezza sul lavoro, della gente affogata o morta di sete nell’attraversare il canale di Sicilia o di Gibilterra, del caporalato per la raccolta dei pomodori.
    Finite le elezioni, giornali e telegiornali non ne parlano più per non disturbare questi paladini della sicurezza, ma il problema c’è e non si risolve facendo la voce grossa. Non si è mai risolto nulla così. Si è solo alimentato l’odio e la distanza fra le “razze”, pardon fra disgraziati e potenti, le razze non c’entrano quando sei ricco.
    Per certi aspetti preferisco il razzismo palese a cui assisti tu a quello strisciante e subdolo che abbiamo qui in Italia e in gran parte d’Europa, dove questi cafoni arricchiti (con rispetto parlando dei contadini veri) iniziano sempre il discorso proclamandosi tutti non razzisti e poi ci vanno giù con discorsi della più bassa lega, appunto. Capaci di governare solo con la paura diffusa ogni giorno sulle loro reti televisive. Una vergogna a cui una intera classe giornalistica pecorona e lecchina assiste senza proferir verbo. Ci hanno tutti famiglia.
    Anche qui in Italia c’è il deserto. Un deserto di valori sani, un deserto mentale figlio di questa civiltà del Centro Commerciale.
    La mia sensazione è che questo sia il punto più basso, e che la consapevolezza stia ormai dilagando, perché non passa per i canali televisivi controllati tutti da questi cialtroni, ma si diffonde con le parole di un blogger che osserva, riporta quello che vede e finalmente giudica, senza paura di perdere il posto. Sei il nostro inviato al fronte, il nostro punto di vista. Hai un compito molto importante. Quindi non mollare. Ne abbiamo bisogno.
    Suerte.

  4. giordana scrive:

    x : DEVI FIRMARTI!!!!
    Ieri guardavo su you tube, mentre caricavo le foto sul facebook, lentissimo come tutto quia Dubai, 2 video di Eros Ramazzotti, uno dell’84 e uno del 2004. La canzone TERRA PROMESSA. Uno dei miei credo, cercare la terra promessa. L’ho sempre trovata, sempre significa piu’ di una. Sono consapevole delle difficolta’ con cui si raggiungono gli esiti personali, della pesantezza che hanno e sono disposta ( lo sono sempre stata) a stancarmi e a piegarmi per conseguire l’obiettivo stabilito.
    Tu e molti lettori, vivete in Italia, ma io vengo da una realta consumata negli ultimi 8 anni, a Barcellona, dove il diritto al lavoro e allo svago camminano per mano. Mi aspetto un’altra terra promessa ad Hamburg, dove lo stato e’ molto attento ai cittadini, di ogni etnia, eta’ e status sociale. E comunque il post e’ stato scritto con lucidita’ e non con tristezza. Sto bene, ma saro felice quando saro’ a casa mia….

  5. Sara Maria scrive:

    Ànims
    Bé, ja saps que sóc una de les persones que et deia que no acceptesis la feina, una de les raons la gran diferència cultural amb el món àrab. Però ara faré una lloança pel temps que has o hauràs estat a Dubai. En una entrevista a un arquitecte vaig llegir que deia que ara, Dubai, era la ciutat on tot arquitecte hauría de passar un dia o altre: tu ja hi has passat i les experiències a nivell professional, ni que sigui veure una ciutat en construcció, segur que ha estat ben positiu. Ànims i petons des de Barcelona

  6. Fiammetta scrive:

    il lavoro o la vita
    Cara Giordana,
    è la seconda volta che ti scrivo, nonostante il tuo blog sia una delle mie letture preferite quotidiane!
    Mi trovo perfettamente d’accordo con te. E’ una questione di priorità, di qualità della vita, che per me significa scambio, scoperta, arricchimento personale. I soldi non significano veramente niente se non sono accompagnati dalla crescita personale data dalla possibilità di vivere in un contesto che quotidianamente ti rende una persona più ricca.
    Credo che il tuo approccio a vivere l’esperienza a Dubai solo come un mezzo per recuperare una certa stabilità finanziaria sia quello giusto…poi vola verso luoghi che ti permetteranno ogni giorno di alzarti incerta di quello che ti accadrà…ma certa che sarà importante per la tua vita!!!
    Personalmente ritengo che non ci sia cosa migliore che viaggiare e conoscere il mondo…il viaggio non apre la mente…la costruisce!!!
    Personalmente sono arrivata alla conclusione che il lavoro sia solo un mezzo per continuare a viaggiare e a vivere nel luogo in cui più ci si riconosce…ma a queste conclusioni si arriva solo dopo aver vissuto esperienze non proprio gratificanti!!!
    Quindi ringrazia Dubai perchè forse ti ha aiutato a costruire meglio la tua scala di priorità!!!
    Suerte!

  7. chiara scrive:

    spuntino al lavoro…
    ciao Giordana,todo bien?nostalgia di Barcelona?io sì,in questo gelido autunno!
    spuntino al lavoro,o meglio,pranzo:150 gr. di yogurt greco,e 3 noci….buenas noches.Chiara(Ravenna)

  8. chiara scrive:

    spuntino al lavoro…
    ciao Giordana,todo bien?nostalgia di Barcelona?io sì,in questo gelido autunno!
    spuntino al lavoro,o meglio,pranzo:150 gr. di yogurt greco,e 3 noci….buenas noches.Chiara(Ravenna)

  9. Daniele scrive:

    NON MOLLARE!!!!!
    GIORDÀ!!! mi raccomando!!! NON MOLLARE!!!!!! fatti viva nel MSN o in SKYPE !! io da una settimana ho trovato lavoro a barberá del valles..mi stavo lamentando..ma dopo il tuo post..mi rimangio tutto…..un BACIONEEEEEEEEE!! 🙂

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