IN stabilità

Ahgrrr questo mondo telematico… quanto ci rovina e quanto ci migliora.

Skype, facebook, youtube, blog, webcam, microfono, call conference, tutto ricama attorno alle nostre vite, incollandoci ai monitor invece di farci uscire, passeggiare, ballare, bere, vivere la dimensione vecchia, di sicuro più naturale.

Vedo che siete più o meno tornati tutti. Anche io torno a casa ad Amburgo tra pochissimi giorni.

Negli anni passati questo blog mi è servito spessissimo come valvola di sfogo nei momenti difficili.

Mi sa che ci siamo. Dovrò utilizzarlo di nuovo a tale scopo. Sta arrivando una tempesta dalla quale non so come difendermi.

Probabilmente e di questo sono quasi sicura, ho dato troppo da fare alla mente e al corpo negli ultimi due mesi, per cui un botto ci deve pur essere e lo vedo…lo vedo da lontano…

Mi fa un marameo indisponente e mi fa capire con un gestaccio che sta per arrivare . Le decisioni importanti che ci legano ad altre persone sono le più difficili da prendere e ce ne sono alcune in cui proprio non ci si può sbagliare… a buon intenditor…

Mi sento letteralmente sull’ orlo di una crisi personale. Non ho voglia di fare danno a nessuno e tantomeno a me stessa…

Magari non cado, magari torno ad Amburgo e rivedo gente sana, non sfibrata come i miei amici catalani e/o residenti a Bcn, tutti stressatissismi, vado a cavallo, respirerò aria pulita e andrò in bicicletta, studierò, lavorerò. Magari.

Magari si. Magari ricado in un baratro e mi ci rintano per qualche tempo. A volte si sente addirittura la nostalgia di tempi disperati, pur di non stare in tempi mediocri. No, non sopporto le vie di mezzo, la mediocrità, la pochezza. Ho vissuto tutta la mia vita negli eccessi, nelle manovre azzardate, permeata dalle sensazioni forti, spesse ed è come se mi trovassi in una staticità. Non vedo curve.

Quello che più mi disturba è questa mancanza di stabilità, Dubai, Amburgo, Barcellona, Amburgo e paradossalmente nutro una costante voglia di andar via, lontano e perdermi in qualche oceano, ma da sola, SOLA!Con Trixie.

Un’ altra mattinata persa a guardare lo schermo senza pulire i testi, senza selezionare foto, senza fare gli schizzi delle prossime pagine.

Penso.

Vorrei pensare positivo, ma mi riesce male oggi.

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7 risposte a IN stabilità

  1. Michela scrive:

    IN stabilità
    Cara Giordana, posso fare una riflessione, che mi tocca tra l’altro da vicino in questa fase della mia vita?
    Nel tuo post colgo un pò di incoerenza. Dici che odi la mediocrità ma non vedi curve nella tua vita, che hai vissuto sempre negli eccessi e nelle scelte estreme, ma ti manca soprattutto la stabilità.
    E’ difficile e ti capisco benissimo: stabilità, felicità fatta di piccole, ma importanti cose, radici per il futuro, o avventura, scelte estreme, viaggi in terre lontane sempre in movimento? che cosa vogliamo? che cosa ci rende davvero felici?
    come diceva sempre una cara persona che non vedo da tempo…nao é facil! e come diceva una vecchia amica di BCN…if you don’t try you will never know!

  2. Giordana scrive:

    nao é facil
    ciao michy, si non è facile, anzi è molto difficile. il mestiere di vivere ha le sue ghiotte complicazioni. vorrei sentire sentire sentire, a volte non sento e mi preoccupo. o a volte ” sento” emozioni nelle direzioni sbagliate.
    sbagliate, what is this word?
    sono semplicemente in convalescenza post…post e basta.
    un abbraccio a te e alla Dubai che mi è rimasta nel cuore: la nostra Dubai.

  3. Giordana scrive:

    carmen consoli
    il problema è che a me piace perdermi nei turbini, girare, volare, correre.

    “….Raccontami le storie che ami inventare spaventami
    raccontami le nuove esaltanti vittorie
    Conquistami inventami
    dammi un’altra identità
    stordiscimi disarmami e infine colpisci
    abbracciami ed ubriacami
    di ironia e sensualità…”

  4. P. scrive:

    sostanza
    Posso dirti solo quello che ho imparato io (forse). Credo che il rapporto tra due persone non si possa valutare dall’accensione della fiamma, dalla miccia e dal cerino che l’accende, ma solo dalla frequenza, dal tempo, dalla noia, dalla sicurezza ed insicurezza altrui. Quando si ha appunto il tempo di poterle apprezzare. Tutto il resto è solo bello, avventuroso, interessante, da fare. Ma spesso il cerino rimane in mano, spento.

    In sostanza, la risposta, anche alla tua domanda, tu la conosci benissimo. E sai anche quello che devi fare.

  5. regi scrive:

    ma dai!
    Ma dai, Giordana, non ti tirare indietro quando viene il momento di crescere. E io che già ti vedevo nei cantieri amburghesi a lavorare, e poi in bici con un paio di marmocchi con le guance bianche e rosse. Lontano, dici tu. Lontano da dove?

  6. Roberto scrive:

    I love Germany
    Ciao Giordana.
    Mi chiamo Roberto e vivo a Londra dove ormai da troppo tempo non faccio piu“l`arcitetto, a causa della crisi economica e`diventato diffilissimo trovare un lavoro.
    Volevo spostarmi in Germania, dove ho studiato per un anno, periodo durante il quale mi sono innamorato di questo paese.
    Il mio problema e`che il mio tedesco e`andato del tutto o quasi dimenticato dopo 5 anni.
    Ho qualche speranza…le mie prime ricerche hanno dato pochi risultati…sapresti darmi qualche dritta? Tu conoscevi gia`il tedesco??
    ti ringrazio e tanti saluti…BIS BALD!

  7. fiammetta scrive:

    instabilità
    ciao giordana,
    forse ti ricordi di me per una mail privata…mi spiace leggerti giù di tono, ma sappi che non sei la sola a provare queste sensazioni. Chiamala sindrome da ritorno…colpisce, anche a distanza di mesi, tutti i viaggiatori e tutti i sognatori e si manifesta con un’acuta difficoltà di adattamento a cose che prima sembravano normalissime. I sintomi si aggravano ancor di più quando ci sono persone care a cui teniamo e a cui non vorremmo mai far del male.
    Ma si può crescere continuando a credere nei propri sogni, e si può viaggiare per tornare a casa e condividere con chi si ama le emozioni di terre lontane.

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