Gijs Van Vaerenbergh e la chiesa trasparente

Gijs Van Vaerenbergh sono due giovanissimi architetti belgi, classe 83.

Hanno progettato una interessantisisma chiesa, o forse, sarebbe meglio dfinirla luogo di meditazione quasi an plen air.Le loro preoccupazioni principali sono sperimentazione, riflessione, ma soprattutto un coinvolgimento fisico con il risultato finale e quindi in questo caso, l’ingresso dello spettatore. Dopo tutto, la chiesa non ha una funzione ben definita e si concentra su l’esperienza visiva in sé (si potrebbe anche prendere in considerazione l´esperinza di un disegno tratteggiato nello spazio).

La struttura di questa ‘chiesa’  é costituita da 30 tonnellate di acciaio e 2000 colonne, ed è costruita su fondamenta di cemento armato. Attraverso l’uso di piastre orizzontali, il concetto di chiesa tradizionale si trasforma in un oggetto trasparente di vera arte.

Leggendo tra le righe, questo il titolo dell´opera, fa parte del ‘pozzo’, una traiettoria artistica con opere di una decina di artisti nella regione di Borgloon-Heers (nella provincia fiamminga del Limburgo). ‘Pit’ sarà la prima parte del progetto espositivo Z-OUT, ​​un’iniziativa in cui Z33, il museo d’arte contemporanea della città di Hasselt, presenta l’arte nello spazio pubblico

 

 

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Una risposta a Gijs Van Vaerenbergh e la chiesa trasparente

  1. marzipan scrive:

    Cara Giordana,
    vedendo queste bellissime foto mi è tornata in mente una piccola opera en plein air che mia figlia presentò qualche anno fa a Villa Torlonia. Era una piccola casa costruita con tanti tanti rametti che via via, allontanandosi dal suolo, si rarefacevano fino quasi a svanire. Si chiamava “lessico familiare” e mi piace pensare che sia rimasta per un po’ a fare da rifugio ai giochi dei bambini.

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