Sconclusioni

Sconclusioni

Si passa per un momento difficile. Praticamente si sta tutto il giorno di fronte al computer affogati in internet, nelle sue notizie e nei suoi forum calcistici. In alternativa si legge qualche “giallo” che mi ha spedito il mio velhote (=vecchio). Mi sono allontanato dall’architettura già da molto tempo: per seguire il lavoro, cioè la ricerca di un lavoro; poi per seguire la mia gamba, ancora immobile; adesso per seguire Euro 2008. La pratica dell’architettura richiede un esercizio costante…sembrano quasi delle parole alla SIZA o di uno dei suoi amici di merende.

E allora proprio l’altro giorno mi è venuto in mente l’esame di stato e la tesi di laurea. La tesi. Il prof, un mio idolo, quasi non mi voleva far presentare. Gli avevo spedito via mail alcuni rendering e c’era bisogno di fare il punto della situazione. A pochi giorni dalla consegna lui mi chiama, fatto mai successo, e mi fa il punto della situazione: non posso presentarmi. I rendering fanno schifo e sono troppo indietro. Facevano schifo, nulla da obiettare purtroppo: usavo un cad che dava la possibilità per fare dei buoni lavori di immagine ma ci volevano ore e ore di prove, verifiche, aggiustamenti e poi ancora nuovi rendering…e ci voleva un altro computer che facesse solo quello…e ci volevano le piante già terminate da un pezzo, e non lo erano. E forse ci voleva un MAC e non un Windows. Dalla terrazza della sala vedevo il mio amico impegnato a fare la Tav.03. Ancora non si capisce perché molte tavole sono 0 e qualche cosa e non 1, 2, 3 ecc. Al suo fianco c’era una bottiglietta di deliziosissima crema di limoncello fatta dalla zia del velhote e una dolce smozzicato fatto da una nostra amica in comune. La schiena curva, il classico profilo di noi studenti alla vigilia delle consegne. Il mio amico veniva di sera dopo il lavoro. Dalla terrazza si vede pure la finestra dei miei. Sicuramente guardavano la televisione. E sicuramente non commentavano la situazione: c’era poco da commentare, bisognava aspettare e sperare che riuscissi a consegnare tutto in tempo. Certo le mie facce stravolte non devono avergli dato buone sensazioni.

Prof, io devo consegnare, è una questione di urgenza.

Va bene. Non sapevo che la situazione fosse questa.

Be’, tutto bene alla fine. Penso che sia la peggiore tesi di laurea conservata negli archivi della mia facoltà. Forse il mio prof la userà come esempio da non seguire. Io non ce la metterò mai nel mio portfolio, perché spero sempre di aggiornarlo con qualche concorso di architettura. Quando ne comincerò a farne.

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