Per un etto di buon senso

In Portogallo, sebbene esistano quegli scambi di battute del tipo “noi abbiamo (sempre) ragione e tutto quello che fate voi è sbagliato”, non si è ancora arrivati a tanto. Anzi, diciamo che forse si è appena sfiorato (in casi rari ma comunque documentati e documentabili) quel Verbo insultatore e calunniante tipico dei politicanti de noartri. Da noi si deve parlare di professionismo dell’infamia e gli italici, dal mondo della politica, hanno appreso molto in tal senso…ed anche molto in fretta, per bacco! Negli ultimi tempi sono passati dalla “battuta facile” all’insulto…“facile”. Alle volte anche senza motivo, come fece già tempo fa un tizio che passò per questo blog lasciandomi in eredità solo “un’insolenza”. Si trattava di un essere infelice, ovviamente, ma fa sensazione prendere atto di come i portoghesi, eletti da non so quale ricerca pseudoscientifica come uno dei popoli europei più infelici, non siano ancora arrivati a tanto. La Tolleranza è una bottega molto cara in Italia, evidentemente, ma il tono moralizzatore di questo post comincia pure a stancarmi. Perché, come giustamente mi diceva qualcuno tempo fa, proprio “qui dentro”, l’Italia è servita più che bene per quel che riguarda il numero di “moralizzatori e nuovi messia”. Per cui scusatemi.

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