studiare in Portogallo (parte 1, corretta)

Quanti studenti, in Italia, prendono parte alla Goliardia? Nella città dove abito ce n’è qualcuno. Ma nell’altra, di città, quella dove ho studiato Architettura, non ne ho trovato NESSUNO. Cosa rara, la Goliardia. Al contrario, il “movimento” studentesco portoghese, portoghese e nortenho (cioè “del Nord” del Portogallo), non è un fenomeno così marginale. TUTT’ALTRO. Si tratta di un “sentimento” che coinvolge una larghissima fetta della popolazione (studentesca). La percentuale di adesione varia da città a città. È ovviamente altissima a Coimbra, città universitaria per definizione. Una città importante, Coimbra,… recentemente l’ho nominata “unica, VERA, indiscussa e indiscutibile capitale del Fado” (leggasi “fádu”. Sentite, parliamoci chiaro: stimo tantissimo il fádu di Lisbona, ma per me Coimbra è tutta un’altra cosa. E poi i “fadi” di Lisbona parlano sempre del Tejo e di Lisboa, di Lisboa e del Tejo, del Tejo e del Tejo, di Lisboa, del Tejo, ancora di Lisboa con l’aggiunta della saudade per il Tejo, poi ritornano a parlare ancora del Tejo, il giorno dopo passano all’Alfama, e alla saudadesaudade del Tejo e di Lisboa…). Vabbè comunque a Coimbra c’è anche un interessantissimo edificio partorito dalle menti congiunte di Souto de Moura e Álvaro Siza in occasione dell’Expo Internazionale di Hannover. Il padiglione è stato smontato, rimpacchettato, rispedito e rimontato, dalla Germania al Portogallo. Ritornando a noi e al “sentimento” di cui parlavo prima, penso che abbiate capito benissimo il concetto: mi riferisco ad un qualcosa di molto molto profondo. In più, anche nel paese di Camões, esiste quella simpatica tradizione di fare la festa alle matricole, che DALL’INIZIO dell’anno sono costrette ad andare in giro per la città accompagnate dai loro aguzzini (che sono vestiti tutti di nero e sono pure avvolti da un mantello nero ricolmo di effigi, patacche, spilli e scudetti. Questo oscuro completo prende il nome di Traje e arriva a costare pure dei bei soldini. 100 e passa soldini. Pure 200. Ma è un “ricordo”, e quindi le famiglie spendono volentieri. Il mantello, di quelli che vanno in giro per Porto, è  una cosa stranissima: funge simultaneamente da mantello e da sciarpa, o scialle,… forse per la gran quantità di tessuto che ha. Vedi sbucare delle teste, mozzate, da un groviglio di tessuto nero, e poi ti accorgi che quello non è altro che un mantellone che ti copre il collo fin sotto il mento. Se lo avvolgono intorno al collo e poi gli scende giù. Dritto. Questo a Porto ). I novizi, almeno quelli che vedevo torturati in giro per Porto, indossano tutti una T-shirt e questa T-shirt è del colore della facoltà a cui appartengono, e sempre su questa T-shirt ci sarà pure qualche scritta del tipo “caloiro da Faculdade tal dei tali” (cioè “matricola della Facoltà tal dei tali”…) anno accademico 2000 e qualcosa – 2000 e qualcosa +1. Ciò che subiscono le giovani leve (e che alla volte si riassume solo in schiamazzi e cori pro-Facoltà di appartenenza) si chiama praxe. E dura tutto l’anno. 

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