di rivoluzione

Quando dico: «Porto», ….anzi, «Scuola di Porto», agli architetti viene in mente “solo” una cosa. Viene in mente: Architettura. Ebbene, si da il caso, invece, che una delle figure più illustri della città sia un ingegnere, il Signor Ingegner Edgar Cardoso. Un Signore “difficile” e geniale al tempo stesso. Dicono.

Nell’anno del Signore del 1991, in occasione della mega-festa di São João, patrono di Porto (24 giugno), venne inaugurata la sua ultima grande opera, il ponte ferroviario São João. Questa opera ha il demerito di tumulare definitivamente il vecchio e glorioso ponte (ferroviario) Maria Pia.

Il Maria Pia era diventato obsoleto (“vecchio” lo era già da un bel po’). C’era bisogno di un collegamento che permettesse il passaggio di treni più veloci e potenti; un passaggio che, a differenza di prima, doveva avvenire CONTEMPORANEAMENTE IN ENTRAMBE LE DIREZIONI.

E così ci è andata di mezzo una vecchia e gloriosa icona di Porto, per la verità già dimenticata e malcurata da un bel po’ di tempo. Un vecchio Signore, come uno di quegli alberghi di lusso degli anni ‘50 o ’60 che non è più riuscito a stare al passo coi tempi.

Comunque adesso se dovete andare da Campanhã (la stazione più “esterna” di Porto) a Devesas (località Vila Nova de Gaia), dovendo passare obbligatoriamente per il fiume Douro, avete un bel ponte su cui fare affidamento. Tutto bianco, con due colonne messe su da una cosa che si chiama «iperboloide di rivoluzione» (ed in questo caso sono pure iperboloidi tagliati).

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