un vecchio inizio

“Inverni lontani”, breve raccolta di racconti innevati,  ci regala in copertina uno stralcio dei “Cacciatori nella neve”. In sostanza, la fotografia pennellata di un paesaggio quasi asiaghese. Il 2016 è cominciato da un pezzo, ma fino ad oggi sembra una diretta conseguenza del suo predecessore. È bello terminare le feste natalizie con un altro genetliaco. Ma quando le ultime bisbocce volgono al tramonto, la Befana fugge via portandosi appresso un po’ di tutto. E senza neanche un rammarico.

Via i dolciumi.
Via le tovaglie rosse e dorate. Estinta la frutta secca.
Via i vischi.
Via le calzette rosse e verdi, appese sui caminetti. E con esse, scomparsi pure i loro contenuti.
Addio ai Tannenbaum e al mistero delle loro origini.

Vedo delle mangiatoie spoglie in quei presepi, per altri 365 lunghissimi giorni. Mentre le Stelle di Natale, in silenzio, sono già appassite da un pezzo.

Qui in Portogallo sono stati chiari fin dal principio. I “servizi” ci chiederanno ulteriori esborsi. Aumenti previsti per elettricità (+2,5%), acqua (+0,33€/mese? Ogni Comune deciderà il suo…), telecomunicazioni e internet (+2-3%), pane e latte (+2-3%), affitti (+0,80€ ogni 500€), bollo auto, IMU portoghese (“IMI”). Per i ristoratori l’IVA subirà un calo. ALLELUIA! Ma loro hanno già fatto sapere che i prezzari rimarranno inalterati. Insomma a conti fatti si parla di pochi spiccioli, quindi non è il caso di fare drammi. Ah, ovviamente, dal punto di vista del cittadino, tutti questi “+” non comporteranno alcun aumento salariale (proporzionale). Mi sembra ovvio, no?

Per finire, una notizia che potreste conoscere già.

Tracce di Álvaro Siza nell’imminente Biennale di Architettura di Venezia. Il Portogallo, nell’ambito di questa manifestazione, ha deciso di fare luce sull’intervento di edilizia abitativa dell’isola della Giudecca, realizzato in Campo di Marte e disegnato (probabilmente) nei laboratori di “Rua do Aleixo” (Oporto). Prevista la presenza di un “nucleo Álvaro meet Aldo”, che avrà lo scopo di mettere in gioco una serie di spunti interessanti, ispirati dall’incontro tra i due maestri (Á. Siza e A. Rossi). I nomi di Roberto Cremascoli e Nuno Grande spiccano tra le file della rappresentativa lusitana.

Nell’internazionalizzato Mondo dell’Architettura, una viaggetto a Lisbona e uno a Venezia dovrebbe essere cosa di poco conto. Una classica “fumata di sigaretta”, se si vuole essere al passo coi tempi. Ed inoltre l’Europa è vecchia e desueta, le “robe” più “cool” sono di casa altrove. Io dico che dovrebbe esserci una biennale in ogni comune da almeno 1.000 abitanti. Stop alle transumanze! Ma vabbè. Poi mi dicono che senza gli spostamenti i soldi non girano, l’economia non torna e si perde l’opportunità di viaggiare per il Mondo e conoscere gente. Sono curioso di sapere a quanto ammonta il prezzo del biglietto, quest’anno.

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