Ritmo! Ritmo!, dice il Maestro Canello…

Il 31 dicembre 2018? Fermi tutti! Le feste di Natale non sono ancora concluse, la chiusura ufficiale avverrà il 6 gennaio, con l’apertura dei regali della Befana e il relativo pranzone. Macché. Qui in Portogallo non festeggiano nemmeno Santo Stefano. Nelle pubbliche piazze di alcune città italiane il 6 gennaio si brucia la vecchia, mentre sempre più spesso i regali dei Re Magi vengono sostituiti da degli stupidissimi dolci a forma di carbone. Mah! Ricordo ancora il professor Bellavista e il milanese Cazzaniga, chiusi entrambi nell’ascensore bloccato di un condominio di Napoli, in attesa di soccorsi. Cazzaniga è probabilmente il solito figlio di meridionali emigrati nel capoluogo “lumbard” e all’epoca dei fatti è il protagonista di una contro-emigrazione, dal momento che si trasferisce con la famiglia da Milano a Napoli per fare il capo del personale dell’impianto dell’Alfa Sud.

Bellavista: Ah! È andata via la luce.
Cazzaniga: Speriamo non sia blackout!
B: Non sia mai Iddio!
C: Sennò ci tocca star qui dentro un’ora!
B: Eh! Ci mancherebbe pure questo!
C: Aspetti devo avere dei fiammiferi. Proviamo a suonare l’allarme.
B: No dottò, l’allarme in questa ascensore si suona così. (Apre le porte dell’ascensore e alza il tono di voce). Salvatore!!! Salvatoreee!!!
Salvatore: (Con tono di voce alto). Professore?! Professò, si è fermato l’ascensore!
(Cazzaniga spegne il fiammifero ormai giunto alla fine)
B: Aspetti dottò: proprio questa mattina ho comprato delle candeline per il compleanno di mia figlia Patrizia…
C: Ah! Una fortuna…
B: Ecco qua, questa è per lei. Tenga.
C: Eh, grazie.
B: (Mentre tenta di accendere la “sua” candelina). Niente non si è accesa. (Ed invece si accende!). E questa è per me.
C: Perfetto. (Colpo di tosse). (Lunga pausa). Quanti anni compie sua figlia?
B: Me lo chiede per sapere di quante candeline possiamo disporre?
C: Ah ah. No! Non ho pensato a questo.
B: No niente. Ne compie 23. Abbiamo voglia di consumare candeline!
C: 23 Anni. Anche mia figlia Simona ha 23 anni.
B: Pure sua figlia?
C: Mmm.
(Rumori dall’esterno, tonfi regolari)
B: Salvatore!! Salvatoreee!!!
S: (Con tono di voce alto). Professò non vi preoccupate, io sto al terzo piano! (Pausa). Mi rendo conto in che situazione vi trovate, ma siamo tutti solidali con voi. Tutti!
Una signora fa capolino dalla porta di casa: Salvatore, ma chi è rimasto chiuso dentro?
S: (Mette gli indici uno contro l’altro). Bellavista e Cazzaniga. (Verso incomprensibile, quasi un ruggito strozzato accompagnato da un movimento circolare della mano sinistra verso l’esterno).
B: (Pausa). E di cosa si occupa sua figlia?
C: Studia. Studia Economia e Commercio. Ma adesso è un po’ sbalestrata. Sa, siamo a Napoli da pochi mesi e lei non conosce nessuno. Ha dovuto cambiare tutte le sue abitudini. Non ha amici. Si sente un po’ sola.
B: Ah mi spiace. Ma facciamole conoscere tra di loro queste ragazze! D’altra parte hanno pure la stessa età.
C: Con molto piacere. Anche sua figlia studia?
B: Sì. Cioè volevo dire no, perché aspetta un bambino. Si è spostata. Il marito è architetto, disoccupato. Come tutti gli architetti giovani napoletani.
C: È un problema.
S: (Con tono di voce alto). Professò!
B: (Con tono di voce alto). Che state combinando? Fate qualcosa!
[ … ]
B: Intanto dottò, a me è venuta anche un po’ di fame. Ora, non vorrei essere pessimista, ma chissà quanto tempo ancora dobbiamo aspettare!
C: Eh siamo fortunati. Lei aveva le candele e se lei ha fame io ho qui un panettone.
B: Un panettone di questi tempi?
C: Sì. Noi abbiamo un cugino che ha una piccola fabbrica e tutte le settimane ce lo manda, fresco. È molto buono.
B: Io le confesso che a casa mia, il panettone, è addirittura proibito! Eh sì perché noi a Natale abbiamo altre tradizioni. Noi facciamo gli struffoli, i roccocò, i mostaccioli. Lei ha mai provato i mostaccioli?
C: Eh no.
B: A Natale noi, per esempio, facciamo il presepe, invece so che voi milanesi fate l’albero di Natale. È così, eh?
C: No, veramente io…faccio anch’io il presepio, come diciamo noi.
B: Il presepe? Ma lei non è milanese?
C: (Sorride). Sì certo. Siccome mio padre, quando eravamo bambini, ce lo faceva sempre, allora anch’io l’ho voluto fare a mia figlia.
B: Senta, mi tolga una curiosità: io, i Re Magi, non li piazzo mai il 25 dicembre, io aspetto la Befana, osservo la tradizione. Lei come si regola?
C: Ah bé, per noi è tutta una storia. Ne abbiamo addirittura tre serie. Dunque, quelli piccolini li mettiamo su una collina a Natale…
B: (In napoletano). I piccolini…
C: Sì certo. Poi verso il primo dell’anno, a metà strada, mettiamo quelli più grandi…
B: Sempre a cavallo…
C: Eh certo! E poi quelli “appiedati”, invece, d’avanti alla capanna, il giorno dell’Epifania. È tutto.
B: Ma lei lo sa che è proprio una bella idea?
C: È molto simpatica!
B: Quest’anno voglio farlo pure io!

Buon nuovo anno architettonico a tutti.

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