data stellare 05/11/2007

Allora… veniamo al punto subito subito: dove sono stato questo ponte? A Parigi. Perchè? Come? A fare cosa? State parlando col principe dei viaggi miserabili: biglietti a costo zero, albergo in internet-total-maxi-illogical-controproducent-promotion, cibo a base di muschi e licheni locali, con proteine animali assicurate da piccoli roditori o, più in generale, animali facilmente catturabili.
Ora, non è importante QUESTO. Quello che conta è che stasera, riportato il culetto a casa, il primo pensiero è stato:
ABBIAMO PERSO
Non sto facendo un ragionamento calcistico. Non sto parlando di stronzate varie ed eventuali. Parlo del sistema paese.
Ecco, le solite considerazioni da italiano che torna a casa dopo essere stato in un paese straniero…
Conosco Parigi piuttosto bene, ormai mi muovo senza cartina con grande tranquillità e ho girato la francia, oltre che diversi altri paesi europei, quindi non sono vittima di esterofilia
Ah! La francia, tzè! I fvancesotti con i loro formaggi di merda! Tutti con la puzzetta sotto al naso!
Non ho mai trovato particolarmente gradevoli certi atteggiamenti che, ho potuto constatare, sono piuttosto diffusi OVUNQUE. L’idea che i francesi siano stronzi, gli inglesi zozzi e i tedeschi stupidi, credo che sia sullo stesso piano degli italiani mangiaspaghetti
Ok, hai la mia attenzione (scusate, ma avere personalità multiple complica notevolmente il discorso… tocca metterle tutte d’accordo, parlano tutte assieme etc etc)
Abbiamo perso. Fallito. Completamente cannato.
Stanno per essere rimpatriati i primi 5000 stranieri che hanno avuto problemi con la giustizia. Se uno si ferma a pensarci… uno straniero… senza fissa dimora… che NON viene da un paese in stato di guerra, ANZI, cittadino comunitario. Che “sfugge” ai regolari controlli… commette un reato… va rimpatriato. Mi sembra talmente lampante… E INVECE NO! Noi dobbiamo far PRIMA massacrare qualcuno, POI, EVENTUALMENTE, se lo sdegno pubblico è sufficientemente rilevante, prendere provvedimenti. Chiudo il recinto DOPO che son fuggiti i buoi? No, faccio al volo un paio di cose ovvie tanto per quietare la gente che potrebbe prendere a scarpate in faccia se mi beccasse per strada. Sembra che in questo paese, tutti abbiano in tasca una riserva di cose ovvie. Ognuno fa le sue brave cazzate e non appena ne ha commessa una talmente grossa da sollevare la reazione della gente, cala al volo una o due ovvietà tanto per calmare le acque. Me ne fotto se arriva da destra o da sinistra. Il problema è che arrivano. Punto.
Siamo il paese preferito dall’immigrazione clandestina. Per il naturale buongusto? Per la sottile arte culinaria? Per la tradizionale accoglienza? No, perchè non si fanno i controlli e quelli che vengono fatti, lo sono con i piedi. Quindi è più facile sfuggire. Siamo pigri, stupiti, sordi ai richiami di chi ci indica la strada da seguire… siamo in Europa per una mera combinazione geografica. Quelli di noi che hanno un briciolo di cervello, come ne hanno l’opportunità, scappano all’estero dove sono accolti con tutti gli onori del caso. Quelli che dall’estero tornano, perchè ammalitisi di nostalgia, dopo un paio di mesi si prendono l’antibiotico e tornano IMMEDIATAMENTE oltre le alpi.
Ma cosa avranno mai i nostri cugini d’oltralpe, per far incazzare tanto Simone? Certo… ci sono le ingiustizie e gli errori anche lì, per amor del cielo… c’è povertà anche lì, violenza, furti… quello che mi ha fatto incazzare, sono le carrozzine.
Mi rimangono pochi minuti prima che la croce verde venga a prelevarmi, quindi vi spiego. Qui da noi, le carrozzine sono portate da:
a. quarantenni
b. nonni prossimi alla decomposizione
c. ragazzine pesantemente truccate accompagnate dal padre (loro, non del bambino) che ha un’espressione molto simile a quella di Gesù Cristo alle pendici del Golgota.
Mentre il terzo caso è palesemente un problema di tara mentale (accoppiato ad un’ingiustificabile assenza nel giorno di spiegazione dei contraccettivi… che a vederle girare per strada, ci sarebbe da fermare il padre e domandare: ma non ti rendi conto che te la sei meritata? L’hai cresciuta TU così! …per la serie: scusi, ma è sua questa patetica forma di vita? Avrei voluto domandarlo all’aeroporto oggi pomeriggio a un padre italiano, dinanzi al suo silenzio verso le figlie stravaccate sui sedili della sala d’attesa), quelli più preoccupanti sono a e b. Perchè? Perchè facciamo figli quando l’orologio biologico ha praticamente smesso di battere. I nostri genitori, anzichè godersi il meritato riposo, spingono in giro i nostri figli… figli che quando discuteranno la tesi, si presenteranno accompagnati da degli attempati signori di circa SETTANTANNI! Domanda… ma io… se mio figlio decidesse di fare architettura. E lo avessi tra 6 o 7 anni… e come il suo povero padre dovesse abilitarsi a 30 anni grazie al sistema merdoso di questo paese, che la peste possa sterminarlo, come potrò aiutarlo, alla tenera età di 68 anni? Cioè, io a 70anni, cosa dovrei fare? Da garante per il suo mutuo?
Salve, questo è mio padre. Farà da garante per il mutuo
No, guardi, vorremmo delle garanzie, non degli ostaggi
COSA CAZZO ALTRO DOVREBBE RISPONDERGLI LA LADRISSIMA SANGUISUGA BANCARIA A MIO FIGLIO?! A quel punto che faremo, tutti noi? Andremo a cagar… non si può dire, vero? No… andremo a defecare sulle tombe dei nostri AMATISSIMI regnanti di 106 anni (oggi) che per allora, SI SPERA, siano tutti MORTI. Non come ultimo oltraggio, figuramoci se vogliamo del male a questi schifosi cialtroni, che possano morire in questo istante… noooo! Ma per render loro la cac… non si può dire, eh? Per render loro parte dei resti organici in cui ci lasceranno il paese al loro ATTESISSIMO DECESSO.
In Francia? Io ho visto genitori GIOVANI PER DIO! Ho visto solo coppie giovanissime! Ho visto un paese che con le 35 ore ha aumentato gli stipendi di oltre il 22% negli stessi anni in cui noi li aumentavamo dello 0.6! Un paese che produce più giovani, meglio educati (perchè l’educatore professionale da loro è UN MESTIERE, da noi una laurea senza sbocco ne speranza), più competitivi (perchè escono prima dal sistema scolastico, dove noi rimaniamo intrappolati fino a 30 anni appresso ai “meravigliosi campionari del calcestruzzo romano degli anni ’70” e vaffanculo pure alle tesi di architettura che durano due anni!). E mentre loro crescono, fanno figli (vorrei ricordare che la ricchezza di u
n paese si misura in giovani… se si misurasse in vecchiacci maledetti schifosi, mangiapane a tradimento, boni solo a occupare poltrone, saremmo la nazione più potente del globo), scendono in piazza per le loro battaglie (che combattono e vengon loro riconosciute… noi scendiamo in piazza e loro fanno gruppo dandoci dei qualunquisti, degli antipolitici, e tutte queste balle che usavamo alle elementari… vi ricordate? Ci segnavano un gol e per mezzora urlavamo “non vale! non vale!”) e noi? Noi che facciamo? Aaaaah beh! Noi?
NOMINIAMO COMMISSIONI
Quando a noi la comunità europea devolve del denaro, noi NOMINIAMO UNA COMMISSIONE per stabilire cosa farci.
Mi scusi, ma noi i soldi ve li abbiamo dati per farci una strada
Zitto te che non capisci un cazzo… allora, mio cognato è stato licenziato dall’edicola. Lo nominiamo presidente. Ma tua zia, non è in pensione? Dai, quella che fa i ravioli buoni! Quella che aveva la passione per l’arredamento, che ha tutte quelle riviste “ville, villette e bah”! Ecco, lei sarà il tecnico che si occuperà di ristrutturarre la sede di rappresentanza della commissione. Tua figlia, come sta? Ma dai… davvero? E ha passato l’esame? Ottimo… una di 20 anni con la terza elementare ci serve, sarà il capo segreteria esecutiva della commissione… e così via, via, via… la sede? AL CENTRO, che sta comoda a tutti! E via i soldi per i signorotti che faranno parte della commissione, lo stipendio, il box auto, la rata dell’arredamento, del mutuo, delle scrivanie di mogano del presidente che viene una volta l’anno, delle mantovane su misura (le tende fatte fare a posta per quella finestra, non delle lombarde bassine), la fotocopiatrice-fascicolatrice-scanner-scaldapizzette-macchinettadelcaffè-vibromassaggiatore che serve tanto (tanto c’è mio genero che le vende)… che manca? I soldi… e che son finiti? Mmmmhhh… chiama un po bruxelles e di che mandino altro contante.
MA CI DEVONO BECCARE UN GIORNO! Io voglio le teste appese su dei pali accuminati lungo la via appia…
Noi, in tutto questo che facciamo? Nominiamo le commissioni. Invece di far fare agli architetti, gli architetti; agli educatori, gli educatori; ai grafici, i grafici; noi piazziamo un po di gente che non c’entra un cazzo ma mi fa comodo metter lì, inondiamo il tutto di soldi e poi… poi qualcosa succederà. Magari crolla una scuola… ma chi accusare? Chi ha costruito abusivamente? Ma ha condonato! Magari uccidono una donna… ma chi accusare? Chi non ha ancora realizzato uno straccio di programma di integrazione, con corsi di lingua, di lavoro etc? No, è mio cognato! Meglio rimpatriarne un po a caso! Magari scendono in piazza un po di giovani a protesta! E ‘sti cazzi!
Ecco… questo è lo sguardo che spesso mi trovo a leggere negli occhi dei miei interlocutori di 50-60 anni nelle seguenti situazioni:
ma la carta va separata. dal resto della spazzatura! E la raccolta differenziata?
E ‘sti cazzi!
ma se non ci permettete di prendere un stipendio cristiano, come possiamo produrre e costruirci una vita?
E ‘sti cazzi!
ma questo progetto l’ho ideato io! Non è giusto che lo firmi tu!
E ‘sti cazzi!
La risposta standard… ero nel quartiere a luci rosse e… lasciate perdere COSA stavo facendo, è più importante il resto del discorso… e leggo un pannello luminoso che recita: hai un progetto? Presentalo al nostro sportello e ti aiutiamo a realizzarlo. Firmato: ufficio del comune di parigi progetti dei giovani.
Ora… se un nostro giovane va allo sportello (lasciamo perdere QUALE… diciamo per errore che ce ne è uno…)… cosa succede?
Buongiorno vorrei presentare un mio progetto
E ‘sti cazzi!
Sì… cioè… io ecco, questo è lo sportello progetti e io avrei un progetto mio
Tuo! TZE’! Te l’ha fatto papà, eh?
Ma che papà e papà! E’ mio!
Chi lo firma?
IO!
E chi sei?
Sono un giovane e…
No, sai, è che qui i progetti li fa solo mio genero. Quinni te dice popo male…

Come funziona in realtà?
Ciao caro. Il 106enne dottor rossi mi manda a far finanziare questo mio progetto
Sì certo. Di chi è la firma?
E’ sua, ovvio. Altrimenti non mi danno i fondi
Certo. Quanto chiede il dottore?
Un miliardo
Gliene posso dare due. Omaggi al dottore e ancora grazie per quella storia degli stereo rubati!

Aiutiamo i giovani…
Abbiamo perso. E finchè non saranno MORTI TUTTI staremo perdendo. E quando toccherà a noi, saremo vecchi. E sarà troppo tardi. Ora… non è che c’è modo di far dire a qualche imbecille in parlamento una cosa molto offensiva verso i francesi? Dai, qualcosa di veramente pesante… qualche cosa ai livelli di portare i maiali sui luoghi dove dovrebbero sorgere le moschee… ecco, una supercazzata di questo genere… così… i francesi si incazzano e CI CONQUISTATO, eh?! Si può? Eh? Dai!!!!! Eh?

Mi sta tornando la voglia di emigrare, guarda un po…

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13 risposte a data stellare 05/11/2007

  1. giovanni scrive:

    Grande verità
    Caro Simone,
    come non essere in daccordo con te!
    Quando questa primavera sono tornato da parigi ho avuto le stesse sensazioni che hai avuto tu.
    Loro hanno un governo di destra che si comporta come un governo di Sinistra da noi, anzi meglio, hanno dimostrato come lo stato può lavorare bene se i cittadini ne sono coinvolti.
    Ma pensa a quello che ha fatto la Spagna negli ultimi 20 anni quello è miracoloso, in Francia lo stato c’è sempre stato ma la Spagna era terzo mondo fino agli anni 80.
    Riflessione:
    I sindacati Italiani combattono da anni per 70 euri in più al mese ma nessuno mai nessuno da quando sono al mondo (circa 30 anni) ha proposto un piano vero per le case pubbliche.
    quando abitavo ad Amsterdam i prezzi delle case in centro erano paragonabili a quelle di Bologna ma ad Amsterdam!!!
    Poi scopri che le case pubbliche in italia sono il 6% del parco immobiliare in olanda il 33% e la media europea il 17, noi non abbiamo un mercato abbiamo un monopolio.
    Grazie G.

  2. Claudia scrive:

    confesso…
    …normalmente rido fino alle lacrime leggendo i tuoi post (di un riso amaro, si sa, ma meglio quello che niente) ma questa storia delle carrozzine mi ha agghiacciata per un attimo e mi ha dato una stretta allo stomaco. Sarà l’orologio biologico, chi lo sa?

    Continua così! Prima o poi ci sveglieremo tutti e ci sarà la rivoluzione (io lo dico, metti che si avvera?)!!!

  3. Da scrive:

    concordo..
    sono daccordo con Claudia, una bella rivoluzione ci vorrebbe, e se continuiamo così il nostro Paese è vicino al collasso.
    a proposito di bambini, non è solo la Francia ad essere avanti..
    avete presente la Slovenia? paese ricco dopo anni di comunismo? beh. lì gli studenti universitari ricevono un assegno MENSILE ( e pensare che io dovevo lavorare per pagarmi l’affitto a mestre), un ALLOGGIO e udite udite se hanno dei figli gli danno un APPARTAMENTO!!!

  4. Cesca scrive:

    Enzo Biagi
    Non mi vengono parole. Si può voler bene a una persona che non si è mai conosciuta? Io credo di sì, anzi lo so per certo. Volevo dedicargli un pensiero, che nella commozione diventa silenzio e gratitudine. Lo faccio attraverso il tuo blog. Grazie

  5. patrì scrive:

    “l’importante è che sta la salute…”
    …diceva mia zia.
    solo che a quanto pare la cartella clinica del precario non ha nulla da invidiare a quella del nonno in pensione…

    scusa simo’, ma questa aspetta un tuo commento: http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/giovanilavoro-2/precari-depressi/precari-depressi.html

    ciao
    p (rossorossani) 🙂

  6. ste(ppi) scrive:

    Facciamo il 2008!!???
    Hola hermano,come va??
    ..come avrai notato il mio blog è in silenzio stampa…è per non essere ripetitiva o logorroica sulla nostra realtà!!!
    .. Ma se ognuno di noi,più o meno trentenne neolaureato-precario-bamboccione ha in testa di emigrare per salvare la propria dignità,ci sarà pure un motivo,no??E’ possibile che nessuno si accorga dello stato (e Stato) in cui versiamo??Io sono sempre più scioccata, e sempre più delusa di essere rientrata in Italia..
    ..se vogliamo fare la rivoluzione io ci sto!;)
    Un beso

  7. manuel scrive:

    queste tesi di laurea eterne…
    Ciao Simone, ti seguo da un po’, sei forte e ti faccio i complimenti per il tuo blog, da cui ricavo molte informazioni che mi saranno utili per gestire la mia imminente “carriera” di lavoratore di frontiera!
    Ho letto la storia della tua tesi di laurea e ho trovato molte cose in comune con la mia esperienza (che non si è ancora conclusa)… ti invito a darci una letta, l’ho raccontata nel mio blog… ovviamente l’invito è esteso anche agli altri lettori. L’indirizzo è:
    mancalaria.splinder.com
    Ciao e a presto,
    manuel

  8. Francesca scrive:

    abbiamo perso
    si! abbiamo perso!
    ma generalmente quando uno stato perde la guerra accadono diverse cosette, vado a enumerarle con dovizia:
    1) deve cedere parte dei propri territori allo stato vincitore (esplicitamente o implicitamente sotto froma di servitù militari..)
    2) deve pagare quello che si chiama debito di guerra
    3) deve sottostare alle condizioni dei vincitori
    4) …
    invece nel nostro caso, intendo il CASO ITALIA mi sembra che la situazione sia capovolta. lo stato ha perso? pagano i cittadini. attenzione però: non pagano lo scotto nei confronti di un vincitore esterno, ma dello stato stesso.. è il caso di chi a 30 – 35 anni si trova ad avere rimorsi di coscienza se ripensa alla brillante carriera da phonista o da sartina che le suorine dell’asilo avevano tanto auspicato (sante donne.. ci vedevano lungo!)
    Io mi arrendo, bandiera bianca. ho levato dal curriculum la laurea (e vaff..! a quegli anni buttati via) e cerco lavoro come qualsiasicosista. ho esperienza in tutti i campi, dalle pulizie al settore vigilanza per finire con la docenza universitaria. fate vobis. ARCHITETTO FOR SALE. 80% OFF.

  9. Giada Wu scrive:

    contatti
    Gentile Sig. Simone Boldi

    mi chiamo Giada una amica di sig. Giuliano un vostro ex collega, in nome suo mi ha riferito de contattarla per un informazione che richiedo, avrei bisogno di pubblicare un news per un concerto di musica tradizionale folcloristica albanese, riguardo i cantanti famosi del paese, che si terra a firenze al teatro sashall il mese prossimo. Sig. Giuliano ha riferito che lei potrebbe conoscere qualche critico della musica.

    grazie per attenzione.

    aspetto la sua risposta, cordiali saluti

    giada

  10. antoniobianchini scrive:

    Dubai
    mi piace quello che dici. Ho 54 anni sono architetto e voglio cambiare vita non se ne può più di stare astiracchiare lavori quì in Italia. Sto cercando qualcuno disposto a venire a Dubai – non me ne frega più niente delle problematiche politico sociologiche che anno avvelenato la mia vita: sono veramente disilluso- dicevo Dubai perchè per noi architetti credo sia l’altro mondo dove tutto potrebbe essere possibile. La mia proposta è quella di formare un piccolo gruppo 3-4 e andare direttamente sul posto per un periodo di 2-3 settimane per capire cosa si può fare. Coraggio!

  11. Patri scrive:

    per antonio bianchini
    Quello che stanno realizzando a Dubai è grandioso e rappresenta una fonte di lavoro a mio vedere le cose. Ma aimè mi manca il coraggio. Ci ho pensato tanto anche io e ci ho fantasticato su ma non saprei…………Sono fortemente tentata.

  12. al scrive:

    ebbene si…
    …l’ho fatto. Dopo tanto macerarmi ho preso la solenne decisione di procedere per vie legali contro il mio ormai ex datore di lavoro che ha pensato (male) di non pagarmi…
    E’ triste vedere come, anche se la ragione e le carte sono dalla tua, certe persone sono comunque abili a farti venire i sensi di colpa.
    Lo so che è difficile, però bisogna farsi forza e denunciare chi approfitta della nostra fiducia e della nostra buona fede. Non sempre è possibile: per me lo è, quindi lo faccio anche per chi, purtroppo, non può ancora alzare la voce.
    Grazie Simone, perchè se sono riuscito a trovare la forza di decidermi è stato anche grazie al tuo blog…
    In bocca al lupo ragazzi!!!!

  13. Cesca scrive:

    per al
    Grazie a Simone, ma grazie anche al tuo coraggio e alla tua volontà di cominciare a cambiare le cose. Hai fatto una cosa molto importante. Nessun senso di colpa, sei nel giusto. Hai tutta la mia solidarietà e la mia stima. Tieni duro!

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