Matteo a Hong Kong

Era un pomeriggio di fine Giugno quando accellerai  il mio passo  verso la fermata della metropolitana di  Central per acchiappare al volo il primo treno per Sha Tin . Dopo una giornata di appuntamenti a Hong Kong mi ero ritagliato lo spazio di un aperitivo con uno dei miei lettori del blog.

“…quando passi da Hong Kong sei mio ospite per  un dim sum” mi aveva scritto  in un messaggio e, una volta arrivato nella piu’ affascinante delle metropoli asiatiche…non potevo perdermi due chiacchiere con un architetto che sta vivendo un’esperienza lavorativa nella capitale economica cinese.

L’aperitivo si trasformo’ in una lunga e bella serata di chiacchere e con una promessa: racconti qualche cosa di piu’ di te anche agli altri amici del blog? Ha mantenuto la promessa….questo e’ Matteo.

Matteo, 31 anni, laureato in architettura a Torino nel 2005. Dopo aver lavorato in citta’ per 4 anni e aver tentato di crearmi un futuro professionale in Italia, nel 2009 ho deciso di levare le tende: mi sono licenziato, ho preparato i bagagli e con la mia compagna siamo sbarcati ad Hong Kong: non avevamo lo spago attorno alle valigie di cartone, ma la sensazione era un po’ quella dei nostri emigranti di fronte alla Statua della Liberta’.

Da allora mi sono messo in societa’ con un giovane architetto locale ed abbiamo aperto un piccolo studio di Architettura cercando di farci conoscere sul mercato e, poco alla volta, di crescere.

Tutto il resto e’ ancora da scrivere.

Ardire & Partire…ma quando si parte?

Si parte quando i pro e i contro del vivere all’italiana non sono piu’ bilanciati e gli ultimi diventano ben piu’ numerosi dei benefici.

Si parte quando la voglia di conoscere altri paesi diventa piu’ forte del richiamo dell’aperitivo con gli amici

Si parte quando lo si vuole veramente.

Come hai scelto la citta’ dove vivi?

Dopo  aver individuato l’area  (nel mio caso l’Asia), ho analizato le varie possibilita’, fino ad individuare in Hong Kong la citta’ che poteva offrirmi le migliori condizioni per inserirmi e iniziare da zero.

La tua quotidianita’, nella citta’ dove vivi, in un flash

Il sole al mattino che si riflette sul mare nella baia sotto casa mentre esco per prendere il bus verso l’ufficio.

Le 5 cose che ti mancano dell’Italia

Quasi tutto, compresi i parcheggi in doppia fila e il “caos creativo” delle tangenziali all’ora di punta

Le 5 cose che non ti mancano dell’Italia

– la sensazione che “comunque non ce la si puo’ fare”

– la difficolta’ di essere pagati dopo aver svolto il proprio lavoro

– la nostra classe dirigente

– i contratti COCOPRO, etc.

– l’arroganza di molti italiani che non conoscono l’estero.

Come vivi la lontananza dai tuoi cari e dai tuoi amici?

Grazie a Skype ed internet e’ abbastanza semplice comunicare con famiglia ed amici, per ora non e’ un grande problema.

Come si vive il gap culturale, se c’e’, con i tuoi nuovi colleghi, amici,…

Hong Kong e’ una citta’ molto cosmopolita, con una popolazione veramente varia: migliaia di Europei, Americani,Australiani, Indiani ed una gran fetta della popolazione locale piu’ giovane che ha studiato molti anni all’estero, quindi piu’ che gap culturale il problema e’ abituarsi a passare velocemente fra realta’ molto diverse fra loro: una riunione con clienti cinesi seduti a bere te, una visita in cantiere per discutere con gli operai dello Sri Lanka, poi in ufficio con il tuo socio locale, senza dimenticarsi mai che per lui “casa” non e’ Hong Kong, ma Sheffield, Uk! Per finire a giocare a calcetto con la squadra di olandesi, invitato dal tuo amico di Pechino cresciuto in Olanda ed ora trasferitio qui ad Hong Kong: che casino!

Dove ti vedi da qui a 5 anni?

Decisamente da queste parti.

La tua definizione di architettura

“Mi interessa lo splendore del passato, ma mi interessa molto di piu’ lo splendore del futuro” Gio’ Ponti.

La tua idea di architettura in un’immagine

La tua idea di design in un’immagine

Consigli per i 5 sensi: film da vedere – cd da ascoltare – piatto da assaggiare – un profumo da scoprire – sei piu’ digitale o manuale?

-Film: “Il figlio piu’ piccolo”

-CD:  Jack Johnson “On and On”

-Piatto: non riesco a decidermi, ci sono troppe opzioni!

-Profumo: Il profumo dell’erba tagliata di fresco.

-Decisamente manuale.

Da dove trai ispirazioni

principalmente da quello che vedo intorno a me: la gente, le strade, la natura, poi da internet e dal lavoro di altri architetti

Toglietemi tutto ma non…

Un buon caffe’ dopo pranzo!!!

In questo momento considera che tra tutti i lettori puo’ esserci un giovane architetto come te, in un piccolo paesino di una delle tante periferie italiane che, pur avendo due grandi ali…e’ in attesa di un soffio di vento. Cosa gli consiglieresti

E’ difficile dare consigli che non siano puramente pratici; secondo me se si sta pensando di partire ma ancora non sei sicuro al 100% , i consigli di altri non aiutano piu’ di tanto; serve soltanto riflettere su quali sono i propri obbiettivi,  perche’ si vorrebbe partire e perche’ si vorrebbe restare. Dopo di che e’ facile fare la somma dei pro e contro e prendere la propria decisione.

Al limite posso consigliare di andarselo a prenderlo quel soffio di vento dovunque sia e non di stare ad aspettarlo.

Un aspetto da valutare molto attentamente prima di poter esclamare “questa destinazione …si puo’!!!”

La domanda per  professionisti nel proprio ambito lavorativo nella destinazione  prescelta e aree limitrofe.

Questa voce è stata pubblicata in ardire & partire, Hong Kong, Oriente e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

9 risposte a Matteo a Hong Kong

  1. giordana scrive:

    In bocca al lupo per tutto a Matteo!

  2. Daniela P. scrive:

    Bella intervista, un grande e sincero “buona fortuna” a Matteo, e un “complimenti” a Max che ha avuto questa semplice ma significativa e soprattutto utile idea: bella rubrica! La seguirò con grande interesse..:)

  3. Marco scrive:

    Io sono Marco, anche io architetto ormai da un anno a Macao, provero’ a contattarti quando vengo a HK per una sfida a chi usa meglio le bacchette!

  4. Marco scrive:

    da EX-espatriato (nel corpo, ma in testa sono sempre in costante migrazione e probabilmente tornerò ad esserlo) non posso fare altro che sentirmi in massima sintonia con te Matteo e augurarti tutto il meglio!
    E bravo Max , conosciuto da poco via blog ma già stimato bloggatore e persona, per questa nuova rubrica!

  5. Giselle Ponchet scrive:

    Bravo Matteo !!!

    Determinato !! In Boca a Lupo a voi !! Penso che le persone che sempre vogliano di più, è normale non stare mai fermo in quello punto. Io sono brasiliana, interior design, voglio andare a Torino. Prima fare il corso master, e dopo lavorare nel studio. Quanto mi viene più o meno a Torino oppure a Milano ? Como sono le cose li ??

    Grazie.

    • Matteo scrive:

      X Giselle:

      ciao e grazie per gli incoraggiamenti!

      Se posso darti il mio consiglio spassionato, in questo momento, non andare in Italia.

      Per primo motivo ci sono corsi in altri paesi che costano piu’ o meno lo stesso, la seconda ragione e’ che il mondo del lavor nel campo del design e architettura, oggi, in Italia non offre nessuno sbocco sufficiente a corpire le spese per vivere in un paese straniero etc.

      Per esperienza personale, Torino e Milano sono saturi di architetti della nostra eta’ che sgobbano tutto il giorno per 4 soldi e via uno c’e’ un altro da sfruttare (chiedi agli altri lettori del forum e penso che le risposte mi daranno ragione).

      Un altro motivo per cui eviterei l’Italia oggi e’ che la crisi ha reso tutti molto piu’ duri con gli stranieri e, sempre per esperienza (la mia compagna e’ Paulistana laureata in legge) cercare un lavoro serio per una Brasiliana in Italia e’ molto, molto difficile, nel migliore dei casi.

      Scusa la franchezza ma la situazione attuale e’ questa; se fossi in te io punterei su qualche paese del nord Europa e terrei l’Italia come meta per un bellissimo, viaggio da turista.

      Boa sorte.

  6. Francesco scrive:

    ciao Matteo

    complimenti per la scelta, davvero ardita!

    io attualmente mi trovo in Portogallo, dopo alcuni anni di lavoro in Italia, ma qui la situazione é disastrosa. Pertanto sto cercando di cambiare location.

    Com’è il mercato da quelle parti? ci sono possibilità reali di sbocco professionale? e se si, in quanto tempo?

    grazie

    Francesco

  7. antonella scrive:

    Ciao Matteo!
    non so se leggerai questo commento a distanza di mesi, ma ho scoperto ora la rubrica e mi ha fatto sorridere! e “provare invidia”!
    Sono in questa situazione:
    “In questo momento considera che tra tutti i lettori puo’ esserci un giovane architetto come te, in un piccolo paesino di una delle tante periferie italiane che, pur avendo due grandi ali…e’ in attesa di un soffio di vento. Cosa gli consiglieresti…”

    Non so come muovermi al momento (torno da vari giri sù e giù per lo stivale con scarse prospettive di lavoro, molta desolazione ma tanti sogni chiusi ancora nel cassetto e che non so bene come provare a realizzare..), ma so “esattamente cosa mi blocca”: la lingua (ho iniziato da poco a studiare seriamente inglese) e soprattutto la paura di non farcela, di non riuscire.
    Ringrazio voi per le esperienze e le parole condivise, perchè ogni volta che leggo di questo inevitabilmente mi ci rispecchio!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *