sono le 15. già la metà del personale se l’è svignata. io sto meglio rispetto ad un’ora fa. e comunque, queste pagine devono essere scritte , per essere poi derise un giorno. sea lo que sea. per inciso, sto andando avanti senza fumare, e questa è proprio la cosa peggiore, non so se dura. vado a casa.
dove come sempre guarderò in tutte le stanze quando entrerò, nella speranza che ci sia qualcuno venuto a trovarmi da quel fottuto freddo nord.
altro delirio, mi sa che le chiavi non le ha più……non me lo ricordo. e non è importante.
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13.40
deliriomi accorgo che sto delirando.mi sembra di stare in un caledoiscopio e gira tutto intorno, tutta la mia ultima storia ci gira intorno, o meglio ci sta dentro e gira..gira…gira…e non riesco a fermarla.ci manca solo che passano ste due ore e lo faccio per benino a casa. delirare dico.non faccio altro che pensare ai giorni di ferie che ho chiesto e che ancora non mi hanno concesso.mi distrurba così tanto, che il mio tempo libero lo devono decidere altri.è una mafia.tanto lo so che me li danno però nel frattempo il biglietto aereo sarà salito alle stelle.Il delirio è un termine psichiatrico che indica una costruzione intellettuale patologica, senza rapporti con il mondo reale, che si accompagna ad una convinzione assoluta.ho letto i vari deliri, l’unico al quale mi sento più vicina è questo:Nel delirio di negazione, il soggetto nega, in parte o totalmente, la realtà, sia della propria persona che dell’ambiente esterno.è come se non esistessi. cioè io si. la mia anima, quella non c’è. sarà rimasta nella lavatrice?
ore 12.33 le tecniche di sopravvivenza delle prime ore del giorno, hanno già perso il loro effetto, e sono solo a mezza mattinata,
mi sento morire dentro, mi sento di scoppiare, ho il magone in gola, trattengo le lacrime per pudore davanti ai colleghi vodafonanti. Ieri ho detto ad una persona che mi sentivo come un peluche uscito dalla lavatrice: strizzato, pulito, ma ancora bagnato. strizzato perchè ho dato tanto in questa storia, troppo. pulita, per lo stesso motivo di cui sopra, ho la coscienza assolutamente nitida, e questo è importante. bagnato perchè, il pianto esiste ancora, mi asciugherò quando tutto il dolore sarà stato espulso e quindi evaporato.Speriamo presto.
Comunque dico questo perchè volevo aggiungere, che oggi mi sento, come se le centrifughe della lavatrice, quasi per uno sbaglio tecnico, fossero state due. Immaginatevi, la centrifuga sulla centrifuga.
mi metto a faticà, vediamo che esce…joder!
ore 8.00 Tecniche di sopravvivenza:
- alzarsi dal letto, lasciando il tepore tra le lenzuola profumate e pensare che sta arrivando la primavera
- quindi mettere su Vivaldi
- sbirciare lo specchio, fargli due smorfie e pensare che sei ancora bella
- osservare la casa da varie angolazioni, soffermarsi, vedere che è esattamente come tu la vuoi e ogni cosa parla di te
- farsi un caffè bollente (con uno di zucchero) (quim eso va por ti)
- scrivere un post come questo
- vestirsi con qualcosa di colorato
- fare una passata in più di mascàra
- fermarsi sulla porta prima di uscire, davanti allo specchio
- passare una mano tra i capelli, mentre con l’altra mantieni le chiavi di casa
sorridere.
Architetto, instancabile viaggiatrice e appassionata di scrittura, scultura e archeologia. Nata a Milano, cresciuta a Napoli, si è formata professionalmente in quel di Barcellona. Ha già fatto un giro del mondo e sogna il secondo. Attualmente vive e lavora ad Amburgo.
Architetto
Ciao Giordana,
ti leggo ogni giorno da più di un anno e non so perchè, oggi ho deciso di scriverti.
Voglio sol dirti caro Architetto “GRAZIE!”.
Grazie da un architetto che sta rischiando di spegnersi professionalmente nonostante le prerogative fossero buone.
Gioisci anche in questo momento duro, perchè senza saperlo fai del bene a molte persone con il tuo quotidiano sorriso letterario.
Buona giornata!
Giovanni.
ti abbraccio forte Giordana..perchè gli abbracci sciolgono tutte le tensioni e alleviano i dolori….
“amica” di valladolid
mi dispiace tu sia così giù… vorrei tanto poterti aiutare ma in questo momento rischierei di scrivere frasi retoriche e un po’scontate… posso solo invitarti ufficialmente a venirmi a trovare quando vuoi a valladolid da aprile in poi!!!! ovviamente spero che “di quì a là” (come si dice in toscana) tu abbia già superato questo brutto momento ma mi auguro anche che questa piccola notizia “positiva”, la prospettiva di un viaggio o di un we diverso (anche se, lo so, quello che ti propongo non è il massimo della vita, sopratutto perchè non mi conosci e potrei starti antipatica!!!) rischiari un po’ la tua giornata grigia grigia, anzi no, nera!!!
Un besito
barbara nicole giovanni
grazie. una carezza a tutti voi.