ok va tutto meglio, bene no, però meglio.
ok va tutto meglio, bene no, però meglio.
Architetto, instancabile viaggiatrice e appassionata di scrittura, scultura e archeologia. Nata a Milano, cresciuta a Napoli, si è formata professionalmente in quel di Barcellona. Ha già fatto un giro del mondo e sogna il secondo. Attualmente vive e lavora ad Amburgo.
No giordana non disperare! a volte rinnovano i siti e mettono tutto temporaneamente fuori uso…..non sono molto esperta ma spesso almeno con libero succede!
Qualche indicazione per lavorare a Barcellona
Ciao Giordana ho visto da poco il tuo Blog e ho visto i consigli che ti chiede la gente.Io ho 29 anni appena compiuti e sono un giovane ingegnere edile cagliaritano.ho lavorato in uno studio di progettazione di cagliari per 2anni e mezzo e poi mi hanno liquidato dicendomi che costavo troppo (600 euro al mese per fare progettazione, Direzione lavori e contabilità di lavori pubblici molto importanti e faticosi e soprattutto esponendomi in prima presona!).L’anno scorso ho visto Barcellona e me ne sono innamorato. E’ molto simile a cagliari, col mare e il sole. E’ calorosa e anche la comunicazione è alla mia portata. Ho visto vita e potenziali possibilità di lavoro. Vorrei tanto che mi dessi delle dritte per poter svolgere la mia professione a Barcellona dato che qui in Sardegna ma ormai anche in Italia la situazione è drammatica. Pretendono che si lavori 10 ore al giorno (quando riesci a trovare un lavoro) ma lo stipendio è vergognoso e vivi con l’incubo che tanto se ti lamenti è inutile perchè puoi anche andare via che tanto non ti fermeranno (alla porta attendono migliaia di giovani pronti al lavoro precario,sottopagato e ricattato). Sto studiando lo spagnolo (il tempo libero è tanto) sperando di poter aver concretamente una opportunità in quella meravigliosa città.
Ti ringrazio per l’attenzione che mi hai concesso e spero di ricevere presto le tue preziose informazioni.
Gianluca
…cara mia con il blog del 9/5 ti sei veramente superata…sottoscrivo pienamente non solo per gli analoghi e comuni percorsi, ma soprattutto per il senso e l’amore profondo della vita che emergono dalle tue parole…fortunatamente a ciascuno il suo!!!
con affetto
tra i rumanos…
io non smetto di essere architetto, perche’ non voglio, non posso e non lo faccio per lavoro. Non smetto mai di esserlo quando sono con i miei 8 rumeni che stanno rifacendo o meglio arreglando, tutti insieme e con me in primis , la “nostra” obra del XIII secolo.
Forse io non voglio lasciare il mio segno, non ho l’ambizione di dichiarare a grandi lettere quello che faccio. Solo mi piace agire nel rispetto delle cose, e qui, in spagna, ho solo piu’ spazio e piu’ fiducia per farlo.
” asi solarea, m’aplace”:”oggi c’e’ il sole, sono contenta”( o qualcosa di simile…).Perche’ essere architetto per me vuol dire anche imparare un po’ di rumeno, per essere piu’ vicina a un obrero, che alla fine e’ quello che materialmente “fa” una architettura.Per verificare se la malta che usano davvero e’ di cal e non di cemento. Cosi’ l’assaggio e se pizzica un pochino e’ quella giusta.
E tutto questo davvero non lo faccio solo per lavoro.