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da vedere.
RAFAEL MONEO Y FRANK GEHRY: MUSICALITÀ A CONFRONTO
A volte mi chiedo come potevano piacermi da piccola il gelato al cioccolato sul cono e quello al limone, insieme. Con la stessa curiosità mi chiedo come mai, oggi mi piacciono sia Rafael Moneo che Frank Gehry. Architetti completamente opposti, la sobrietà ed eleganza di uno, l’estro e la sfrenatezza dell’altro.
Le opere di entrambi, secondo me, hanno in comune la musicalità. Provate a far scorrere sul monitor le foto delle opere di Moneo sulle note del pianista Yann Tiersen e percepirete immediatamente la sintonia..
Elogio a la luz, diretto da Juan Martin de Blas, è un documentario che inneggia le opere di Rafael Moneo, (emule: io odio scaricare films da internet, perché amo il cinema e come tale spendo volentieri i soldi in dvd o entrate al cine, ma di documentari di architettura e storia, ne ho davvero tanti, non posso fare a meno di scaricarmeli, anche perché è difficile trovarli)
Le immagini delle opere di Gerhy, vanno accompagnate con una musica svelta e vivace, proprio come sono scattanti le curve che cantano le sue scultuarchitetture.
L’unico documentario di Gehry che ho, non ha musica in sottofondo (sacrilegio), e per di più è in francese…sul Musée Guggenheim de Bilbao.
La mia indole in ogni caso, mi porta a dire, che sulla famosa torre se dovessi gettare uno dei due, butterei Moneo e resterei con Gehry.
Ed è, parlando di lui che normalmente mi agito e mi inquieto. Provo a buttar giù due linee sulla sua ultima chicca spagnola:
Botteghe Marques de Riscal Elciego, nella regione Rioja Alavesa.
La religiosità e il folklore di un paesello come Elciego, si respirano nelle ringhiere in ferro battuto dei palazzi antichi, negli scudi barocchi e nelle stradine di pietra…è qui che la follia del genio Gehry, si è scatenata.
Altre lamine di titanio, come sempre. Ma stavolta di diversi colori, color prugna che tanto denota il colorismo del vino, argento e oro, brindano le curve, di questo gioiello dell’architettura contemporanea, che virano al mutare della luce del sole. l’intero complesso comprende un museo del vino, un hotel, una recepcion per le visite e una bottega. Un capriccio è stato definito. Può essere che così sia. Hanno detto che stavolta ha veramente esagerato nell’usare volumi rallegranti ma senza nessuna funzionalità. E se la sua funzione giacesse segreta, uscendo fuori solo per dare gusto all’occhio di chi guarda l’edificio?
E quando mister Gehry ripetutamente afferma che la sua maniera di fare architettura è una variante di fare scultura tutti tacciono, è con questa frase che i suoi edifici acquistano dignità, coerenza e un senso armonioso.
E poi mi chiedo:
la ricerca della finalità estetica può arrivare ad essere più importante della intrinseca funzionalità dell’edificio?
La risposta domani….
Ore 1.45 (sveglia alle 6.30) vado a dormire que ya toca jolines…
Sperando che la notte mi porti consiglio su che studio scegliere, tra quelli che mi hanno scelta, dopo avermi intervistato al colloquio. Ebbene si…siamo a questi livelli.
Quello che paga meno, ha lavori più interessanti. Quello che paga di più, spinge la baracca avanti, accettando esecutivi, molto spesso da mani esterne,mi immagino la confusione che ciò può creare…
anche se mi ha fatto un’ottima impressione. Entrambi ubicati in posti strategici e centralissimi per arrivarci da casa …
Mi sa che mi ridurrò alla monetina.
e guarda caso, la randoom dell’MP3 adesso mi dà, vita spericolata.
cielo azzurro tutto il giorno, senza nubi, senza tristezza. notte fresca e silenziosa. un autunno lontano ancora.
allegria.
Architetto, instancabile viaggiatrice e appassionata di scrittura, scultura e archeologia. Nata a Milano, cresciuta a Napoli, si è formata professionalmente in quel di Barcellona. Ha già fatto un giro del mondo e sogna il secondo. Attualmente vive e lavora ad Amburgo.
…una vera e propria “lectio magistralis” sui due grandissimi, mi sembra quasi perfetta!
Sono pienamente d’accordo con te su Frank
Gerhy, spesso viene bollato come “anomalia” nel panorama architettonico, antifunzionale, fuori dalla realtà per i costi della sua architettura, più semplicemente non è, probabilmente emulabile, a meno di non possedere un talento pari al suo.
(come invece accade per tutte le architetture-scatoletta che si vanno copiando l’uno dall’altro in questi anni). E poi se l’architettura non è capace di emozionare, di confrontarsi e anche di cambiare il luogo in cui nasce, che architettura è?
Infine: GRAZIE per thomas meyer, non conoscevo quel sito, davvero bello!
Ciao!!!!!!!!!!
premio pulitzerrrrrrr
bella la foto del desktop. chi l’ha fatta?
foto
l’hai fatta tu, tutto rincoglionito alle 6 del mattino a cape tribulation…..
ciao
Ciao Giordana,
sono passata per puro caso nel tuo blog xke alla ricerca di un master in logistica e trasporti a Barcellona e devo dirti che quello ke fai mi affascina molto.
Sono di Napoli e tra poco saro 24enne, mi sono laureata l’anno scorso all’Orientale ed ora sto lavorando in un’azienda di trasporti ma la cosa non mi soddisfa come vorrei.
Ho voglia di vivermi l’eta che ho e vorrei farlo mettendo in pratica tutto cio che ho imparato in questi duri anni di studio.
Ma come si fa???Cioe’ come si fa a iniziare un master a Barcellona?
Voglio seriamente affrontare questa esperienza xke e’ da un po ke napoli mi va stretta sai ke x noi e’ la citta piu bella del mondo ma allo stesso tempo soffoca da morire.
adoro Barcellona e dopo l’esperienza ke ho vissuto a Londra e’ il posto in cui vorrei stare per un po.
Avrei pero bisogno di qualke info.
Se sai come fare mi rispondi???
Grazie mille
Hasta luego y goza barcelona para mi tambien.
Roberta