Arrivo a Madrid

In Spagna tutte le strade portano a Madrid…

Non è un proverbio (anche qui usano la versione romana), ma se si prende una cartina stradale del paese è facilmente visibile la concentricità delle strade verso la capitale: ciò non è un caso ma è nasce dalla fondazione di Madrid come capitale.

Non voglio parlare ora della storia della città, bensì della prima impressione avuta quando arrivai e durante il primo periodo.

Partii in auto da Barcelona percorrendo l’asse più importante del paese; per noi italiani il paesaggio è molto più denso, molto più costruito. Qui in Spagna è per la maggior parte non abitato.

Uscendo dalla città e dal suo interland si rimane veramente colpiti dal salto dal costruito al…semi-deserto. Quella che si chiama meseta spagnola è una serie interminabile di chilometri in cui solo di rado si vede qualche piccolo centro, qualche autogrill, alcune case di campagna, un paio di tori enormi e ogni tanto dei mulini a vento (quelli per la produzione dell’energia eolica, senza disturbare don chischotte)

Dopo ben 7 ore di viaggio potrete immaginare cosa volle dire arrivare nella capitale, una metropoli di 6 milioni di abitanti che, soprattutto negli ultimi anni, è cresciuta in modo tale da mangiarsi i centri limitrofi: un esempio, Alcalà de Henares è una cittadina che dista sui 40 km da Madrid, praticamente tutti costruiti.

Cercavo lavoro, ero nel posto giusto al momento giusto, per un architetto alle prime armi: ancora si respirava e si viveva il grande boom edilizio spagnolo…5 giorni e avevo 4 colloqui, il primo fissato ancora prima di arrivare, e uno fatto a Barcelona prima di muovermi: una possibilità di scelta allucinante. Mi muovevo di colloquio in colloquio e mi iscrivevo ad ogni forma di proposta interessante.

La città la scoprivo poco a poco, mi lasciavo portare dalle persone che conoscevo: mi vennero indicati il barrio di Lavapiés, di fare un salto a Las Tapas de La Latina, el Rastro, i grandi musei e la Castellana, giri di architettura e perfino appuntamenti sportivi. Era un non-stop di attività e colloqui…il tutto condito dalle classiche cervecitas. Mi iniziavo ad affezionare ad alcuni angoli, ad alcune zone più che ad altre…mi capitava di uscire da una stazione del metro e dirmi:”Questa è la Madrid che immaginavo…”.

In questa città devi passarci del tempo, all’inizio è impattante, difficile da prendere, bisogna saperci convivere…si fa scoprire poco a poco…

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2 risposte a Arrivo a Madrid

  1. sissi scrive:

    2 parole
    ciao
    mi sto laureando in architetttura e vorrei al piu’ presto lavorare all’estero.
    Magari in spagna
    Potresti indicarmi qualche dritta su come muovermi dall’italia, sucome ti 6 mosso te,cosa evitare…ecc…….
    Grazie 1000

  2. Pingback: Arrivo a Madrid | i blog di professione Architetto

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