I’m in Kyoto. ho

02 octubre

Che incontri!–What a meeting!

La storia di Giordana, italiana residente a Barcellona in veste di architetto, è semplicemente affascinante e ha dell’eccezionale: decide di iniziare un viaggio intorno al mondo, ma non è solo semplice vacanza, è anche investimento di risorse, mezzi, per la professione e per la carriera. Durante le sue innumerevoli tappe tra Asia e Sudamerica, infatti, si impegna ad intervistare famosi architetti, e da tutto ciò pensa di tirare fuori un libro…..così raccontata in breve la storia sembra una storia qualsiasi, ma vi assicuro ch non lo è affatto!
L’ultimo fine settimana del mese di Settembre finalmente ci incontriamo e trascorro 3 giorni grandiosi in sua compagnia, ascoltando la storia di questa sua avventura, e altre storie…
Che ore splendide passate con lei!
Innanzitutto l’incontro alla stazone della mita-line: riconosciuta in mezzo a un milione, soprattutto per il suo guardarsi intorno alla ricerca dell’uscita A1 dove le avevo dato appuntamento,l’emozione, poi un abbraccio, come fossimo vecchie amiche,l’attesa per Nicola, altro amico rapito dalla magia della storia che Giordana porta con se, e via alle chiacchiere e al giro perla città.
Prima tappa Odaiba, la sua baia, la statua della libertà, il ponte sospeso…..ma non tanto emozionante come ci si aspettava, poichè la giornata grigia e piovosa coi suoi colori insignificanti toglie al posto tutta la sua magia.
Dopo è la volta del mercatino di Ameyoko, Ueno, dove impazziamo alla ricerca di niente in particolare e inseguiamo il profumo di patate dolci appena cotte…..e ci perdiamo tra le mura di un tempio nascosto in mezzo al verde del parco di Ueno, sorvegliato da eterne volpi in pietra e consumate dal tempo, raggiungibile solo dopo una passeggiata sotto una fila di torii – le porte del tempio – che si allunga sul selciato….
In serata ci avviamo verso l’ostello dove la nostra donnaventura ha fissato la sua temporanea dimora, e veniamo in contatto col mondo degli easy-travellers, ragazzi e ragazze alla scoperta del mondo armati di guida, macchina fotografica e zaino, mentre cerchiamo di far funzionare un registratore a batterie in vista della prima importante intervista del viaggio.
E in tutto questo ci si conosce sempre di più, ci si confronta, ci si rende conto di quanto sia pieno il mondo di persone eccezionali, persone non comuni, persone speciali, che se non le hai conosciute non potrai mai assaporare il gusto del sentirsi orgogliosi di fa parte delle loro vite, anche solo per un pò, e soprattutto di aver trattenuto con te parte delle loro esperienze.
Altro giorno, altra tappa: Yurakucho, Hibiya e Tokyo, giusto il tempo di riunirci nuovamente e trovare un bel posto tipico giapponese come vuole la bella Giordana, cercando di comunicare con gli osti in un mix di lingue tra spagnolo – che faccia tosta quella Giordana, ragazzi!- italiano, inglese e il mio tentativo di giapponese zoppicato, ma alla fine otteniamo anche l’ultimo boccale di birra anche dopo che la chiamata all’ultima ordinazione era passata da un pezzo….
Ridiamo e scherziamo, si fa tardi, finisce un’altra serata, e pensando alle ultime 48 ore mi ritrovo quasi quasi a piangere dalla gioia, ringraziando cielo, terra, acqua e fuoco per aver messo lungo il mio difficile cammino queste oasi dove poter riposare e rimettersi in forze.
E poi, come non ricordare la serata di Tamachi, quando sotto la pioggia troviamo una fantastica izakaya, dove magiamo una fantastica tempura, del fantastico sashimi e come se non bastasse riusciamo a ottenere anche un regalo, per la gioia di Giordana che finalmente inizia a ingrandire la sua personale collezione di souvenirs dal mondo.
Ma, c’è un MA. Prima o poi sarebbero arrivati. E sarebbero stati dolorosi. Esatto, arriva il momento dei saluti. Noi ci salutiamo a Tamachi,io e lei due salici piangenti, resisti, mi dico, ma poi in treno non ce la faccio, e una goccia tiepida e muta scivola via….con Nicola fanno un pezzetto di strada assieme, inghiottiti nel tunnel della mita line che se li porta via, lontano lontano, e raccoglie le loro ultime confidenze e raccomandazoni prima del sayonara, anche in quel caso velato un pò di tristezza…


I’m in Kyoto.

ho mandato varie mail al BudgetInn per riservare una stanza, ma erano risposte vaghe e non mi andava di mandare il numero della carta di credito per mail…

Risulta che anche i romagnoli (non milanesi) con i quali ho fatto la lavatrice a Tokyo stanno al BudgetInn.

Arrivo alla stazione di Kyoto e uso il sistema di sempre, fermo dei ragazzi, gli chiedo informazioni su dove si trova il posto che cerco, la butto a pietà e gli chiedo di accompagnarmi….

Arrivo al BudgetInn e non c’è posto. Spiego al tipo che per mail mi avevano detto di venire senza riserva che in qualche modo avremmo risolto. E dovete sentire in che modo…..

Chiama al vicino hotel e gli dicono che hanno posto a partire da domani (oggi) e che se voglio posso dormire nel living room…

io: come scusa nel living room?

BI: bhe loro a volte quando hanno tutto pieno consentono alle persone di dormire nel living room, aggiungono un letto.

io: senti, per favore chiamami qualche altro posto anche più caro per favore.

il tipo fa trecentomila telefonate ed è tutto pieno. E festa in questi giorni in Giappone.

Ok vada per la living room del Tour Club, a 3 passi dal BudgetInn, dove si trovano i romagnoli con i quali oggi vado a Nara.

Al Tour Club è tutto molto giappnese, devi toglierti le scarpe per entrare nell’hotel, le pareti sono scorrevoli con carta di riso e legno. La cucina comune è accogliente, tutto e molto pulito. Una australiana , un tedesco, una ceca e un canadese, mi fanno un’ottima accoglienza e mangio sushi comprato al supermercato insieme a loro.

Poi sono arrivati i romagnoli a far caciara e abbiamo preso appuntament x oggi.

Alle 23 la livin groom si chiude al pubblico, il tipo porta un futon, lenzuola pulite con disegni floreali molto giapponesi e buonanotte ai sognatori. Ho dormito “divinamente” e mi sento felice.

Ho fatto una splendida doccia e adesso vado a Nara, il vero Japan!

un’esperienza così ci sta tutto nel mio around the world.

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