La modestia inglese porta

La modestia inglese porta a mangiare sandwiches davanti al computer e a chiamarlo pranzo. Irritante. La pruderie porta alla negazione del corpo, il proprio in primo luogo, e la cosa e’ considerata assolutamente normale. Mi da’ ansia. Se una cosa e’ classificata come “buona” e di una certa qualita’(cioe’ non fa schifo) ha un cospicuo sovrapprezzo. Mi perplede. I bambini sono tenuti come bestie allo stato brado, nessun rimprovero, nessuna limitazione, nessun insegnamento (per carita’ sono bambini) fino alla cruciale puberta’, in cui vengono lasciati completamente isolati coi loro problemi e devono cominciare ad arrangiarsi. Mi scoraggia.

Detto questo, nessuno critica nessun altro sulla base di come uno e’, di con chi va a letto, cosa pensa e come si veste. Degno di ammirazione. E c’e’ un valore speciale nell’individualita’; il voler essere e pensare diversamente dalla massa e’ diritto e prerogativa di tutti.

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4 risposte a La modestia inglese porta

  1. fra scrive:

    confermo
    confermo e sottoscrivo sulle abitudini inglesi
    penso di aver mangiato davanti al computer solo durante il mio periodo di stage a london…irritante,ridicolo.
    cioa fede,oggi sono felice,presto cambierò lavoro,….qui ormai è estate,ma londra è sempre nel mio cuore.
    grazie per i tuoi racconti,ti seguo sempre,mi fai rivivere la city.
    bax

    fra

  2. alba scrive:

    consumato consumatore
    Se scrivessi un libro lo comprerei (a meno che non fosse Mondadori o Einaudi)

  3. duron scrive:

    alo’ alo’
    o frigo, capisco che tocco un tasto dolente, ma non pensi che e’ ora di finirla con queste architetture che sono progettate dal computer? dieci (quindici) anni fa poteva sembrare anche rivoluzionario, ma ora mi sembra solo stanco e ripetitivo manierismo (di serie b). Forme nurbs, colori da palette, texture serializzate: e’ questa l’architettura? renderizziamo, simuliamo, magari costruiamo pure, ma pare tutta una grande fuffa3d – tutti a fare le stesse iperboliche forme e intanto l’architettura e’ sempre piu’ l’arte dell’oblio. In Gehry we trust.
    love

  4. Paola scrive:

    Caffettiamo?
    Ciao Fede,
    l`8 sono di nuovo nella capitale. Ho un appuntamento all`13.00. Non so quanto mi impegnera` ma se hai tempo…caffettiamo?
    Se non puoi …alla prossima!
    Baci
    Paola

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