B’jour a tous… La

B’jour a tous…caffè

La prerogativa spiccata degli architetti, oltre che degli scrittori, e’ quella di inventare realta’ parallele. Il messaggio di Luca, oltre che questo blog, ne e’ la prova. La realta’ di ognuno e’ modellata dai sogni, in modo graduale con qualche scossone e imprevisto ogni tanto. Vi assicuro che io non vivo in una realta’ parallela di eterni giuochi di bimbi e immortali schizzi su tovaglioli del Carlton Hotel che finiscono a Sotheby’s. Anch’io prendo le mie mazzate quotidiane, e le delusioni ci sono. Forse sono solo piu’ idealista di quanto io stesso pensi, e sono in grado di tollerare attentati al mio diritto di formare la mia vita intorno a quello che mi piace solo entro un certo limite.

Inutile autoflagellarsi e recitare il mea culpa, ognuno nasce con almeno qualche virtu’ o facilitazione; la capacita’ di saperli utilizzare e’ una cosa molto personale e indipendente da quello che si ha, sia in senso di talento che di basi economiche. Sono comunque d’accordo che l’Italia, sempre piu’ italietta, non offra al momento le condizioni favorevoli all’iniziativa personale. Peccato, non e’ sempre stato cosi’. Alcune realta’ del design e dell’architettura italiane sono fondamentali e imprescindibili… purtroppo rimangono storia.

Bisognerebbe che qualcuno si chiedesse perche’. E’ che l’onesto esame di coscienza non e’ una cosa molto di moda al momento, dal bell’esempio di mr. Prime Minister in poi, per cui non nutro grosse speranze.

Comunque qualcosa di giusto alla fine si finisce per farlo, anche solo per errore.

Luca non ti deprimere please.

xcuore

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5 risposte a B’jour a tous… La

  1. toyo ito.......... scrive:

    sfogo di u altro architetto deluso
    …..il mio è lo sfogo di un architetto deluso, scritto all’alba di un lunedì mattina…..e dedicato a stella che penso e spero mi risponderà e anche a te fede che grazie al tuo blog mi fai volare con la fantasia…..
    Sono laureato da quasi 4 anni a milano, e non è la prima volta che ti scrivo e che ci parliamo….capisco e provo le stesse sensazioni che stella ha descritto nella sua email, quelle di un architetto sognatore ( e chi non lo è, d’latronde si intraprende questa direzione solo se si continua a sognare). come te sognavo e sogno ancora di lavorare all’estero, di girare il mondo e di far sbavare il mondo dietro a ogni mio progetto, dietro a ogni mia riga tirata su un kleenex. Faccio parte di una realtà che fino in fondo non mi è mai piaciuta, anche se ha molti lati positivi (eh si lavoro in un impresa di costruzioni, di famiglia)…..tutti mi dicevano e mi dicono beato te, hai già il lavoro, puoi permetterti tante cose, e invece non è così….perchè tutto ciò non mi permette di sognare come vorrei.
    Certo nella vita ci vuole coraggio per ottenere la felicità, coraggio per poter andare dove ti porta il cuore, ma abbandonare quello che si ha in questo mondo dove tutto è tremendamente labile. non è semplice……forse il mio desiderio di Londra, di Chicago, di Dublino……è solo quello di fuga a tempo inderterminato in un paese in cui poter vivere estraniato da tuti i problemi quotidiani inc ui poter continuare ad essere bambino, ad essere studente a vita, vivere solo delle sensazioni che l’arte ti può dare, senza mai scontrarti con la REALTA’ con i problemi burocratici, con le beghe comunali, con i clienti che non hanno soldi e ti tarpano tremendamente le ali, con le varie signore di paese che ti chiamano solo per farti sistemare il bagnetto di casa.
    Ma l’architetto è ancora un artista?

    reply me, please (to fede and stella)

  2. toyo... scrive:

    reply….
    che dire fede..il tuo blog è sempre un iniezione di fiducia. Ogni tanto ci sono per noi architetti le crisi creative, i momenti in cui si sogna e forse ci ( o mi) capita un po’ troppo spesso. Non intendevo dire che la tua sia una realtà modellata a puntino, senza difetti in cui l’eterno bambino che c’è in noi emerge e fa tutto quello che gli pare….prenderari anche tu le tue mazzate, le tue delusioni (e spero per te che siano sempre meno). quello che intendo dire è che passano anni a insegnarciil lato più bello e romantico della ns professione (per lo meno nelle ns. care amate università e a milano ne sono maestri credimi), fatto di colori luci, forme e armonie, e poi ci troviamo calati in una relatà in cui c’è poco spazio per la creatività, in cui tutto fa numero, in cui alla fine bisogna sempre i conti con i danèéé! (te lo dico in dialetto brianzolo!) ti ringrazio per la tua iniezione di fiducia da lunedi mattina, che tanto serve a noi italianetti della nostra italietta! forse quello che mi manca è solo un po di CORAGGIO in più per mandare tutti a quel paese, per respirare quella tanto amata aria albionesca da me sognata……. e se poi scopro che dopo 6 anni di permanenza londinese mi ritroverò a scrivere le medesime cose a un tale che tiene un blog da Chicago? …….. forse è solo voglia di fuggire ….tu che ne pensi?

    (non è che will vuole infoltire la sua colonia italiana nello studio?)
    ……cheers…..

  3. toyo scrive:

    l’architetto
    ……disquisizioni sulla figura dell’architetto:
    l’architetto è ancora un artista o semplicemente un assemblatore?
    Opinione del tutto personale: fino agli anni 70-80 l’architetto era un artista che poteva permettersi di creare spazi e forme seguendo il suo istinto e la sua creatività, avendo di fronte a se una tabula rasa burocratico-creativa.
    Ora si è edificato molto, con abusi e non, si son fatte forme trite e ritrite, e si sono create una molteciplicità di abitazioni in ogni lloro sfaccettatura. Ora si vive in un mondo in cui per piantare un chiodo serve una carat bollata, e ahimè la figura dell’architetto arriva (per lo meno nella ns. italietta) a coincidere quasi con quella del moderno avvocato, esperto di leggi e abile divincolatore tra i paletti della burocrazia. Tutto ciò distrugge la creatività e impoverisc, inaridisce, sintetizza in maniera estrema e ahimè disarmante la figura dell’architetto.
    ahimè italietta, sempre più piccola….
    ……fede grazie di cuore per avermi sopportato anche oggi, per avermi dedicato il tuo tempo. ……e non dimri che anche li tu la pensi come me, che succedono le stesse cose che succedono qui…….son proprio curioso di sapere che ne pensi e quel’è il tuo estremo monito per me tapino……yeahhh!

  4. Alessandra scrive:

    —-
    qui bari. hey. sono contenta che tu abbia trovato “belle” (allora vuol dire che ti hanno dato piacere nel guardarle?)le mie foto, ma a dire il vero non sono proprio sicura che lo siano…il concetto di bello, si sa, è intimamente legato alla soggettività. la fotografia (tranne forse quella still-life) è in gran parte questione di fortuna a mio avviso.
    Devo confessare che mi piacerebbe moltissimo avere una occupazione che annetta anche il piacere di fotografare l’architettura… beh,comunque non lo dico in giro per il timore di essere stroncata dal mio “severissimo” maestro..!
    chissà se qualcuno degli altri scriventi esercita questo mestiere per professione…
    ehi sarebbe interessante vedere una testimonianza di un tuo lavoro, il frutto del tuo cervello…poterne non solo leggere i percorsi verbali ma anche quelli creativi…
    aurevoir

  5. silvana scrive:

    hi there
    Ciao Federico,
    in un momento di cazzeggio delirante, di bilancio decisamente negativo sulla mia vita, su ciò che voglio e ciò per cui val la pena darsi da fare, pensando alla fatidica domanda cosa farò da grande…ops…sono già grande (33) …avrei dovuto saperlo da un pezzo…ma io ho fatto tutto tardi!
    Conseguita “finalmente” la laurea…che forse – anzi sicuramente – era meglio non averla voluta prendere…ecco da un paio di mesi farsi strada in me l’idea di ricomincio da tre – come diceva il buon Troisi…per salvare giusto quelle due cose buone che ci sono nella mia vita – sì ricominciare da capo, sperando che questo benedetto “pezzo di carta” possa servirmi a trovare un lavoro…che mi piaccia…e perchè no…cominciare proprio da Londra…ecco che facendo ricerche e mettendo parole chiavi su google sono approdata al tuo blog, inizialmente ho letto qualcosa distrattamente poi ho letto anche l’archivio. Mi sento abbastanza in sintonia con te…sebbene la mia vita sia un totale disastro mentre la tua mi sembra interessante e ti ringrazio per aver contribuito al consolidamento della mia idea su Londra…ma avrò il coraggio di partire?
    Hi
    silvana

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