Vera Drake, la legge

Vera Drake, la legge inglese e l’esodo pasquale. Nel frattempo, il morbo infuria…

Fatto sta che siamo rimasti qua, il prode Cisco Kid e io, senza destinazioni esotiche ne’ programmi goduriosi. Un po’ scoraggiati da questi picchi di vacanze in cui tutti gli 8 milioni di simpatici abitanti di questa splendida e puzzolente cittadina si aspettano con l’uovo una minivacanza (chi a Bruxelles o Parigi, chi altrove) e intasano ogni forma di trasporto meccanizzato ideata dall’uomo.

Pensavamo in verita’ di fare di necessita’ virtu’ e goderci un po’ di sano ozio urbano senza tante pretese, sperando che tanti, se non tutti, se ne siano andati (speranzose visioni di panorami post-bomba N). Intanto adesso il povero Cisco e’ andato all’NHS Walk-in centre di Tooting a farsi visitare che gli e’ venuta un’otite dolorosa con febbre, e visti i tempi d’attesa mi sa che il pomeriggio e’ bello e che andato. Il mio colloschiena si rifiuta di guarire completamente e mi riserva simpatiche scosse di dolore a seconda dei movimenti. Hilpi Schatzi si dovrebbe essere rimessa dalla sua influenza semestrale, per cui potrei anche telefonare. Che lazzaretto. Tutti crocefissi sull’altare della produttivita’ incalzante.

Prima lezione di legislazione urbanistica inglese. Sembra che nel sistema giuridico inglese non esistano leggi codificate o quasi: ci si rifa’ sempre a qualche caso preesistente che diventa paradigmatico. E la base di tutto e’ l’interazione fra due individui in due proprieta’ adiacenti. Il cittadino A ha eretto un muro sul confine della sua proprieta’ con quella del cittadino B. Ne segue caso.

Vera Drake l’ho nominata solo perche’ ho trovato quel film molto bello e pieno di infiniti dettagli illuminanti per chi vuole capire la societa’ e il costume inglesi.

Vado a fare un po’ di yoga per vedere di risolvere i miei nodi fisico-psichici. Poi forse compro TimeOut. Ah, devo anche comprare il sale. C’e quasi il sole. Amo tutto e tutti anche se vorrei che a Brixton la gente fosse meno aggressiva e vandala, ma forse questo e’ veramente chiedere troppo. Come pretendere che il coniglietto pasquale si trasformi in Santa Claus. Con la pistola.

Baci+auguri a tuttifestacuorebacibaci

P.S.: rileggendo vecchi post; la funzionalita’ e’ un’illusione come tante altre, non esistono edifici che rispondono al programma in maniera logica. Alla fine c’e’ sempre il rimosso e l’idiosincratico che aspettano alla fine della sachlickheit, affiorando nei dettagli e negli sgabuzzini, denunciando le velleita’ artistiche, l’ignoranza, la grettezza ingorda, l’inoriginalita’, i rabberci. E’ la cornice concettuale che rende perdonabili o meno queste storture.

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2 risposte a Vera Drake, la legge

  1. Paola scrive:

    Auguri
    Auguri di buona Pasqua Federico!
    Take care,
    xxx

  2. lola scrive:

    thanks x Sora Lella
    Ciao Federico…grazie per la tua risposta è stata molto carina…ho letto con molto interesse il racconto minuzioso della colazione…mi è piaciuta molto!
    Ogni volta che sento qualcuno che vive all’estero o in un posto che mi incuriosisce, mi viene da chiedermi come si vive nelle piccole cose…in cose che sembrano banali e ovvie …ma che in fondo sommate fra loro fanno la qualità della vita! (chiaro insieme anche a quelle importanti…)
    Beh x quanto riguarda la prima domanda..mi rendo conto che non è così facile rispondere…Capisco lo stato di inerzia e di autoperpetuazione di cui parli…l’ho vissuto anch’io…per anni. Ora ho cambiato (e chissà forse cambierò ancora).
    Penso che comunque questo sentimento accomuni in qualche modo, in misura più o meno forte, tutti quelli che scelgono di vivere lontano dalle proprie origini…per lavorare, ma spesso più ancora per inseguire un sogno…
    Per il resto non ho capito tanto bene (RIBA par 3??,ma non importa) a parte il fatto che da qualche parte c’è scritto un cartello CAMBIO!
    Ti auguro che ti porti tante cose belle…

    spero di incontrare il cartello CAMBIO presto anch’io!

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