Fantastico Mia… non potrei

Fantastico Mia… non potrei sperare di meglio. Se il mio delirio stimola deliri altrui ho fatto centro. Vorrei stimolare deliri a 360°, mi renderebbe davvero felice, e non solo perche’ mi consolerei sapendo di non essere l’unico difuori.

Una settimana inquietante: la mamma di Cisco in coma all’ospedale con meningite fulminante, lui che parte di corsa, io con un pezzo di qui uno di la’ senza sapere bene dove mi trovo, cosa manca.

Il bank holiday, ah si’…siamo stati a Bournemouth, un posto di villeggiatura da famiglie e terza eta’. Meno male che Christchurch era interessante con le rovine normanne, anche se la chiesa medievale non ce l’hanno fatta visitare perche’ c’era l’evensong (il vespro). Le isole di fronte a Poole avevano il cartellino del prezzo attaccato, sembrava che la guida sul traghetto ci portasse in giro per un supermercato: “Alla vostra destra Brownsea island, con il castello di Enrico VIII, che e’ stata venduta per x milioni di £ alla John Lewis Partnership, che adesso ci manda in vacanza i dipendenti…ha altre due costruzioni che appartengono ad associazioni caritatevoli per la ricerca sul cancro”.

Dati, cifre. I cervelli inglesi ticchettano come tanti registratori di cassa.

La luce del tardo pomeriggio si riflette sull’acqua, il vento soffia freddo. Assenza.

Sto ascoltando Hotel di Moby, che trovo a tratti irritante, trito e stucchevole, quasi da Sanremo, e a tratti piacevole. Ogni volta che lo ascolto i tratti cambiano pero’. Quell’uomo deve avere dei problemi di personalita’, una specie di zelig musicale che per fare contenti tutti si trasforma e muta, un vaso vuoto riempito dall’attenzione di chi ascolta.

Reduce dalla Friday Night Skate (ero sfatto), ho conoscuito un ragazzo russo di nome Ivan e uno turco di nome Alp che, ancora e sempre, mi hanno fatto rimpiangere qualunque altra parte del mondo che non sia qui, dove la gente e’ gentile e parlare con sconosciuti e’ un piacere ed un’arte invece che una cosa da paventare.

Eppure e’ vero, informatevi se non ci credete: l’inglese beneducato non rivolge mai la parola agli sconosciuti. Chiacchierare, non si fa. La morte sociale.

Vorrei che mi andasse tutto bene, ma tutto sommato meglio di no, anche se ho gli incubi passeggeri. Incubi senza forma colore sapore che a volte mi aggrediscono subito prima di addormentarmi, come una controforma nera che preme da tutti i lati intorno al mio corpo e minaccia di assorbirmi. Il vuoto si fa sentire nel letto, intorno nella stanza, si estende a tutto il palazzo, agli appartamenti sopra e sottostanti. E non c’e’ nessuno nel raggio di migliaia di chilometri a cui freghi un’accidente di me.

Nel frattempo Mrs. Cisco si e’ risvegliata, un po’ frastornata ma senza alcun danno permanente, fra il sollievo e la gioia di tutti. A volte succede. Fantastico. Ammetto che ho pregato per lei, perche’ anche se non credo a dio credo all’efficacia delle preghiere.

Pero’ credo al Tetris come cosmogonia e metafora esistenziale: scrivere e’ come cercare di far combinare questi pezzi colorati che si materializzano dal nulla e cadono al rallentatore. Una linea sparisce, un corto circuito, un’idea lascia il posto ad un’altra.

Ogni tanto ci si accorge che cambia il livello dal colore del fondo, e spesso ad un certo punto la situazione diventa insostenibile perche’ troppo veloce o si accumulano troppi buchi, troppi non-pensieri, che si incastrano fra i pezzi e li rendono opachi, pesanti.

Vado.

Grazie Valentina.

cuoreLove

buonanotte

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