Essì, ormai ho accettato.

Essì, ormai ho accettato. Grazie mi, domani passo il pomeriggio dal commercialista a fare conti (in effetti sto facendo conti da una settimanamusica).
Voglio riuscire a capire di che morte debbo morire, come si dice.
Antonella, penso che tu abbia capito al volo, le antenne ce le hai, e pure belle lunghe.secchione
Basileus o chi per lui, grazie di avermi seguito per tutto questo tempo, ma adattarsi è una cosa che non mi piace nè mi piacerà mai; confina con la rassegnazione. E i compromessi si fanno solo se siamo in grado di orchestrarli, altrimenti meglio rimanere fedeli alla linea.
L’avere una via di fuga più che fonte di infelicità è in realtà un’ancora di salvezza, fosse anche per saltare dalla padella nella brace. Si valuta di volta in volta, con un metodo olistico (parola orribile) che tiene conto delle cose futili e di quelle importanti. Se mi fossi adattato non avrei avuto nulla e probabilmente vivrei ancora nel paesello con mammà, bello contento e soddisfatto.
Ma non sarei io.

Vincenzo, io sto facendo la stessa cosa e mi sto affidando a www.taxback.com,
che hanno anche un tipo gentilissimo con cui puoi chattare online. Si prendono il 10%, ma meglio il 90% di niente, no?

Comunque vi bacio.
fiore

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16 risposte a Essì, ormai ho accettato.

  1. mi. scrive:

    ALEA IACTA EST
    bene bene, aspettiamo il nuovo blog da dov echessia…

    great!

  2. anna scrive:

    sbaglio o sara’ ROMA by FEDERICO??? :). congratulations! sono proprio curiosa di sentire di Fede alle prese con una delle nostre metropoli!! i motorini. i san pietrini!… andare in giro a gennaio solo con la giacca di lana. le palme… uhh che bello! in bocca al lupo fede!! un abbraccio. Anna

  3. antonella scrive:

    In bocca al lupo!
    …la fuga è l’unico modo per mantenersi vivi e continuare a sognare…, fa piacere constatare che Laborit ha altri proseliti….. Che dire, in bocca la lupo…. se hai bisogno o ti va…. fatti vivo. 1 bacio grande.

  4. basileus scrive:

    In bocca al lupo!
    Mi dispiace essere stato completamente frainteso nel mio ultimo intervento, quando scrivevo IMHO bisogna sapersi anche adattare ma sono anche contento di avere la possibilita´ di chiarire il mio pensiero.
    Ammetto che quello che ho scritto si presta a molti fraintendimenti ma si rifa´ alla mia esperienza personale e come tale va preso e non interpretato come legge universale.
    Dopo essermi laureato ho fatto esattamente il contrario che rassegnarmi e fare compromessi e starmene da mamma e papa´: per un paio di anni ero un vagabondo che passava da uno studio all´altro perche´ non riuscivo a trovare quello che volevo.
    Resistevo al massimo 6 mesi e poi mi chiedevo: ma vale la pena lavorare in questo studio? Vale la pena adattarsi a questa gente e a questo tipo di lavoro? Vale la pena tutto questo per i soldi che prendo? Purtroppo ho avuto molta sfortuna all´inizio, sono capitato in studi dove vivevo la mia vita molto tristemente, non avendo ne´ parenti architetti ne´ santi in paradiso mi sono dovuto buttare dove capitava.
    Ma non mi sono mai rassegnato a lavorare in stato comatoso-depressivo come molti nostri colleghi ne´ mi sono fatto mantenere da mamma e papa´.
    Dato che in Italia non ho avuto la fortuna di trovare quello che speravo ecco che da circa sette anni lavoro all´estero. Vivo e lavoro a Vienna. Essendo un appassionato lettore del tuo blog praticamente dall´inizio ho letto sempre con grande curiosita´ i tuoi dispacci da oltremanica. La stessa curiosita´ mi ha spinto poi anche a spostarmi con la mia ragazza oltremanica a cercar fortuna.
    Ho lavorato per poco piu´ di un anno in uno studio anche in Inghilterra ma non mi sono ambientato per mille motivi che sei vuoi una volta di elenchero´.
    Ora ho trovato uno studio dove sono contento e lavoro con soddisfazione. Mi sono dovuto adattare, quando sei a contatto con altre persone devi farlo ma sono convinto che ne valeva la pena. Mi sono liberato dei dolci pensieri tipo: tanto se va male torno in Italia: ti liberava da tante responsabilita´ ma forse mi ha impedito per un periodo di crescere.
    Nel mio intervento precedente ti avvertivo del pericolo di idealizzare il tuo periodo londinese: pensa che a me e´ successo proprio questo. Devo aver letto da qualche parte che la mente umana tende a cancellare col tempo i brutti ricordi. Questo e´ bello da una parte, perche´ pensa cosa succederebbe se tutti si ricordassero anche i fatti brutti, dall´altra parte e´ una fregatura perche´ ti impedisce di prendere delle decisioni “oggettive”. Il tempo che passa e´ come un velo che nasconde cio´ che ci ha ferito.
    Ti faccio miliardi di in bocca al lupo, perche´ anche se non ci conosciamo personalmente ti stimo e ti considero un amico.

    ciao
    basileus

  5. Cristiana scrive:

    Federico!
    Ma non puo’ essere una coincidenza. Devi essere tu anchese dalla foto faccio veramente fatica a riconoscerti. Io sono Cristiana, abitavoa firenze in via del Gelsomino!. Tu non eri il ragazzo di Laura la mia padrona di casa? Io sono quasi certa che ti chiamavi Grazzini di cognome e se non erro ti eri trasferito a Londra. Ma che bella questa cosa.
    Intanto dimmi se sei tu!

    Baci Cristiana!

  6. Deborah scrive:

    A.A.A. Roberto Gerosa cercasi
    Ciao Federico,

    mi chiamo Deborah R.
    Sono stata incaricata da una società di organizzazione eventi di ricontattare – a distanza di vari anni – artisti designer che parteciparono tra il 1996/7/8 ad una mostra di art-design per gestire la restituzione opere e completare l’operazione di sgombero magazzini.

    Sto da tempo cercando di mettermi in contatto con Roberto Gerosa che all’epoca stava a Milano e per ora senza alcun esito.

    Ti chiedo..il Roberto di cui parli nel post del 27 luglio è per caso lui? Se si, puoi passarmi suoi dati affinchè io lo contatti o chiedere a lui se può mettersi in contatto con me?
    Te ne sarei davvero grata.

    Grazie.
    Deborah

  7. Deborah scrive:

    A.A.A. Roberto Gerosa cercasi
    Ciao Federico,

    mi chiamo Deborah R.
    Sono stata incaricata da una società di organizzazione eventi di ricontattare – a distanza di vari anni – artisti designer che parteciparono tra il 1996/7/8 ad una mostra di art-design per gestire la restituzione opere e completare l’operazione di sgombero magazzini.

    Sto da tempo cercando di mettermi in contatto con Roberto Gerosa che all’epoca stava a Milano e per ora senza alcun esito.

    Ti chiedo..il Roberto di cui parli nel post del 27 luglio è per caso lui? Se si, puoi passarmi suoi dati affinchè io lo contatti o chiedere a lui se può mettersi in contatto con me?
    Te ne sarei davvero grata.

    Grazie.
    Deborah

  8. Roberto Gerosa scrive:

    A.A.A. Deborah mi dispiace
    Ciao Deborah,

    ho appena letto il tuo post, mi dispiace ma non sono io quel Roberto Gerosa che cerchi.
    E’ un omonimo ( pergiunta anche lui architetto ) che mi perseguita da quando mi sono iscritto all’università di Architettura… 😉

    Purtroppo non so darti altre indicazioni, tranne che ( sempre che si tratti della persona che stai cercando ) sul numero 227 ( Aprile 2000 ) della rivista AD hanno fatto un articolo su di lui. Puoi provare a partire da li, magari contattando la direzione di AD.

    Spero di esserti stato di aiuto, buona fortuna per la ricerca.

  9. giordana scrive:

    hola fede
    se le lampadine si dovessero fulminare presto, e torni nel buio, sappi che la luce è infinita…le cambi.
    appunto.

  10. susy scrive:

    Informazione
    Ciao Federico sono un architetto di quasi 29 anni, e vivo a Roma, e’ da un po di tempo che mi balena l’idea di trasferirmi a Londra per fare un’ esperienza lavorativa diversa da quelle fatte sino ad ora, ma purtroppo non ho informazioni sufficienti per poter decidere.
    Ti sarei molto grata se mi potessi indirizzare.
    Ciao e grazie.

  11. matteo scrive:

    laureato!
    bene ora spero di mantenere un pò di questa tua sana inquietudine per muovere il culo e intraprendere nuovi viaggi alla ricerca di un briciolo di verità, e magari di me stesso!VAI FEDEEEE

  12. matteo scrive:

    laureato!
    bene ora spero di mantenere un pò di questa tua sana inquietudine per muovere il culo e intraprendere nuovi viaggi alla ricerca di un briciolo di verità, e magari di me stesso!VAI FEDEEEE

  13. Katia scrive:

    Londra
    Ciao… vedo che spesso le persone che scrivono sono architetti come te… e quindi mi sento inevitabilmente fuori luogo!
    Ho iniziato a leggere il tuo blog qualche mese fa… mentre cercavo blog su Londra…
    Città in cui mi trasferirò a Gennaio…
    Lo so benissimo che non sono nè la prima, nè l’ultima che lo farà… e neanche l’unica che ti chiede consigli e informazioni…
    Anche perchè dopo aver chiesto a milioni di persone non saprei neanche COSA chiederti di preciso… quanto c’era da sapere sulla vita di Londra già è stato detto… ma rimane in me la voglia di sentire le esperienze personali di chi prima di me ha vissuto sulla pelle quest’esperienza in modo più o meno diverso dal mio…

    Leggendo il tuo blog ho sognato e ho camminato per quelle strade insieme a te… ho sentito il freddo pungente entrare attraverso la mia sciarpa rosa…
    E ti assicuro che è stata una bellissima esperienza!

    Quindi,
    pur non sapendo se risponderai mai a questa mia,
    volevo lasciarti il pensiero sincero e ammirato di una “non architetta” che passata una volta per caso tra le tue pagine,
    ha inserito il tuo blog tra i suoi preferiti…

    Non sarà una gran conquista, ma magari può farti piacere!

    Ciao e a presto…
    K.

  14. Katia scrive:

    Londra
    Ciao… vedo che spesso le persone che scrivono sono architetti come te… e quindi mi sento inevitabilmente fuori luogo!
    Ho iniziato a leggere il tuo blog qualche mese fa… mentre cercavo blog su Londra…
    Città in cui mi trasferirò a Gennaio…
    Lo so benissimo che non sono nè la prima, nè l’ultima che lo farà… e neanche l’unica che ti chiede consigli e informazioni…
    Anche perchè dopo aver chiesto a milioni di persone non saprei neanche COSA chiederti di preciso… quanto c’era da sapere sulla vita di Londra già è stato detto… ma rimane in me la voglia di sentire le esperienze personali di chi prima di me ha vissuto sulla pelle quest’esperienza in modo più o meno diverso dal mio…

    Leggendo il tuo blog ho sognato e ho camminato per quelle strade insieme a te… ho sentito il freddo pungente entrare attraverso la mia sciarpa rosa…
    E ti assicuro che è stata una bellissima esperienza!

    Quindi,
    pur non sapendo se risponderai mai a questa mia,
    volevo lasciarti il pensiero sincero e ammirato di una “non architetta” che passata una volta per caso tra le tue pagine,
    ha inserito il tuo blog tra i suoi preferiti…

    Non sarà una gran conquista, ma magari può farti piacere!

    Ciao e a presto…
    K.

  15. francesca scrive:

    consiglio!!
    hei ciao!!
    sono caduta per caso nel tuo blog..sono da poco arrivata a londra, frequento una scuola di inglese..vorrei anche iniziare a lavorare ma il mio inglese e’ ridicolo!
    hai qualche consiglio da darmi?
    nn sono un architetto!!
    lavoro nella moda..va bene ugualmente??
    scherzo!!!
    a presto spero!!

  16. alex scrive:

    nn so cosa provare, ma so che fra poco partiro’ per londra per ttrovare un po di futuro.
    e’ la prima volta che ti scrivo, e se ti capitera’ di leggere questo messaggio puoi darmi qualche info per trovare lavoro come architetto a londra. grazie ciao

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