Eccomi, arrivo. Ma quanto

Eccomi, arrivo.

Ma quanto tempo… ogni tanto passavo per dare una sbirciata ai post, ma dato che ancora non ho connessione adsl nè telefono a casa e al lavoro le cose sono in stato di panico pressochè continuo e permanente non ho avuto modo di scrivere nè rispondere.

Qui a Bologna le cose stanno prendendo una piega strana: allo studio si aprono crepe vistose (è appena caduto con fragore un cospicuo pezzo di laterizio…)causa il tunnel della tav che avanza 16m più sotto, tanto che già si vocifera di una possibile evacuazione. Non avrei mai pensato ma il pensiero di cambiare mestiere si affaccia con insolita insistenza alla mia mente di recente. Progetti dall’iter e metodologia ingarbugliati in cui chi si può approfittare della situazione lo fa, pfi a senso unico in cui l’architettura viene trascinata nella melma con conseguente irritazione del boss e tempo per pensare e studiare i particolari prossimo allo zero assoluto. Il tutto con un tasso di soddisfazione pressochè assente sostituita invece da un’ansia crescente e da un senso di inadeguatezza. Suona familiare? A giudicare dal tono generale dei post italiani direi di sì.

Quindi vedete bene che non dispongo di ricette o soluzioni per i vostri malesseri, e d’altronde nemmeno per i miei. Vorrei solo che la tosse che mi perseguita da due settimane si decidesse finalmente a calmarsi.

Alcune cose comunque si stanno assestando: il corso di Interior Design all’università americana è iniziato e procede, la casa nuova a Bologna diventa sempre più mia e l’amore inatteso iniziato col mio trasferimento in questa città continua con buona volontà e piacere reciproco.

Al solito, andiamo avanti cercando di stare bene e vediamo come si mette.

Un bacio a tuttifiorecuore

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