KiLlEr sUmMeRrR…

oh incredibile, funziona ancora!

Il vecchio blogghista duro a morire. Un minimo di update sulla salute, visto che ho tediato il mondo coi miei problemi. In pratica tutto bene. Non è come prima ma è accettabile. Non sento più male, a parte da ieri che ho il torcicollo (dall’altra parte) perchè mi ha preso un’onda un po’ giocosa e ha tentato di flettermi in un modo che non è piaciuto tanto alla mia schiena.

Quest’anno ho voluto provare le vacanze misto-lavoro, per vedere se e come funzionano. Devo dire che per ora sono abbastanza soddisfatto (e lamentati anche!). Il progettino di ristrutturazione di locale bar/ristorante a viareggio ha un suo perchè, e se nasce davvero sarà il mio primo bimbo interamente di mia mano. Non ci si deve aspettare chissà che. Sarà idiosincratico e non sarà pensato per piacere solo agli architetti, o farli parlare, o che.

Sarà quello che vuole essere, quello che i due platani guardiani ai lati dell’ingresso (imponenti, paurosi, con i rami ad angoli maestosi ed improbabili, come delle enormi ginocchia innestate le une sulle altre) vogliono e permetteranno che sia. E insieme sarà quello che è sempre stato perchè lì non ci può essere niente altro. Era il ristorante di mio zio in pineta, un piccolo nucleo in muratura circondato da una corolla di tettoie in gran parte autocostruite coi materiali più disparati.

I lavori ancora non iniziano, a parte minimi sgomberi. Ci sarà da aspettare un po’. Quindi ho tempo per organizzarmi bene, che mi piace.


Arrivate ad un certo punto tutte le estati esplodono, anche quelle apparentemente più noiose. Dalle premesse, questa sarà di fiamma.

Io, la mia relazione tumultuosa e a tratti sfinente, il mio strano modo di condurre la mia vita. I luoghi in cui sono, che sono sempre diversi da quelli in cui ci si aspetta che io mi trovi. Un momento di fregola ed ebollizione, come sempre d’estate, pronto di nuovo a sbagliare e pagare. Non tollero bene cosa mi tiene sotto, mi frena, mi rallenta. Non è facile, e se uno in aggiunta non riesce a capirsi bene col proprio partner, è ancora peggio.

Mah, forse mi sbaglio ma credo che dopo essermi svegliato dall’anestesia sono cambiato. Mi scoccia molto di più perdere le occasioni. Sarà che là nella dark room dell’incoscienza ho dato una sbirciatina all’orologio biologico, e credo di aver capito che è il caso di darsi una mossa, Dr.Benway is on his way (hurry up please, it’s time). No hagas caso, vecchio caro william b. per sempre.

Al mare nel fine settimana anche a torre c’è il pienone. Sbarcano qui da ovunque, o come dice la canzone, piovono (halleluyah). Ci sono i mostri, i belli i marziani e gli abbrutiti come me, e le dune con i cardi violacei i ginepri e i fiori di camuciolo diventano un campo giochi posizionale, anche con postazioni. Forse la densità sta già diventando eccessiva, pavento un po’ agosto. Io arrivo in spiaggia tardi e mi piazzo centrale. Entro in mare e lo frequento a lungo. E’ rinfrescante e a tratti non molto pulito. Non ho ancora incontrato una medusa. Due giorni fa eravamo immersi in una tempesta di scirocco che ci ha fatto impazzire. Vagavamo su quella superficie increspata, su cui ogni traccia viene cancellata, spazzati dal vento come astronauti nudi con i mille spilli della sabbia sulla pelle e il mare che si solleva in ebollizione, una canzone di Fischerspooner in loop nel cervello (door train home) si sovrappone al rumore costante-sfinente del vento.

Da solo mi annoio e dopo un po’ mi imbruttisco, nonostante lo shuffle e il libro di Foucault, che consiglio: la storia della sessualità in tre volumi. Sono al secondo da una vita e ammetto che lo leggo molto a rilento, e col sole a picco forse non è lettura adatta, ma ogni passo, purchè piccolo, verso la conoscenza, è tutto grasso che cola.

In questi giorni erano in visita da Milano Zorro e Avi, con cui sono stato bene. Z ha una tranquillità ammirevole e costante che rende la sua compagnia un balsamo per la mia irrequietezza. Il mio flirtare con Avi non lo disturbava e ci guardava serafico sotto il baffo con la sua tipica bonarietà innocente. Sono ripartiti stasera. Io sono rimasto con Cary che ha una fiacca storica e dorme sempre, anche se ci facciamo delle risate grasse e sguaiate sulle cose peggiori. Domani torno in collina, dove sono a casa. Mi toccherà muovermi in macchina, cosa che non adoro, soprattutto senza aria condizionata e circondato di altre capsule di lamiera roventi. Sicuramente sopravviverò.

Resto qui comunque. A bologna non ha senso tornare. When the heat dies down I’ll be back in town.

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