London: a return

London again. Solo per una settimana. Era tanto che non venivo, un paio d’anni. Mi fa bene. Sono qui nel salotto di JJ guardando BBC4 un documentario sulla festa giapponese del fallo. Non e’ male vedere un po’ di televisione interessante con un respiro internazionale. Qui la guardo, in Italia non riesco, sinceramente e’ una sbobba orrenda. Popolo di geni navigatori e arroganti bigotti. Io non odio la gente. A volte non mi piace il modo in cui si comporta, ma ci sono reazioni che accadono per la densita’ eccessiva, non e’ colpa di nessuno. Forse la mia relazione con questa citta’ non e’ finita. Vorrei tornare con una mentalita’ diversa.

Raccolgo idee e preziosi suggerimenti dai miei amici e diligentemente li scrivo sul mio notebook come quando avevo sedici anni. Non ci sentiamo molto spesso ma quando ci vediamo e’ come un discorso che si e’ interrotto solo l’altro ieri. Che strano. A volte ci raccontiamo di essere sopravvissuti a malattie operazioni o disastri sentimentali, che tutto sommato sono la cosa meno grave.

Anche se non sembra che le cose siano cambiate poi tanto l’atmosfera e’ diversa. La trovo migliore. La crisi ha fatto si’ che la gente si sia appropriata del proprio tempo di nuovo. Odiavo quell’equazione perversa che governava la vita delle persone alla fine degli anni novanta. Anche chi la prendeva argutamente in giro finiva per soggiacervi: TIME=MONEY, MONEY=TIME

Difficile per me tornare a scrivere di lavoro in modo esplicito e meno astratto e criptico su questo blog anche se vorrei. Qualcuno anni fa ha usato le informazioni che io mettevo qui sopra per tentare di danneggiarmi, e la cosa mi ha scoraggiato dal farlo di nuovo. Le cose, le persone, i nomi. Ho deciso anni fa di cambiarle ed e’ stato come un gioco. A volte pero’ vorrei tanto chiamare le cose e le persone con i loro nomi, almeno alcune, quelle che dovrebbero essere chiamate col loro nome.

Il mio pensiero e la mia preghiera vanno al ciccione che domattina sapra’ quale cosa si agita nel suo sangue. Qualunque essa sia io sono con lui, per la sua ingenuita’ e il suo amore. Non deve e non puo’ essere la lenta inesorabile corrosione, non si merita tanta sfortuna e tanta cattiveria dal mondo. No, non sara’ quello. Tutto il resto non conta.

cuore

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3 risposte a London: a return

  1. Anna scrive:

    bello l’orologio!
    http://www.dezeen.com/2009/10/28/daytimer-watch-by-will-alsop-with-federico-grazzini-for-alessi/#more-47851

    Federico! Bello l’orologio! Complimenti!

    Che strano era un sacco che non passavo di qui, e ti trovo a Londra.

    hai saputo che Federico (l’altro) ha avuto due bimbe? in un colpo solo.

    un abbaraccio!

    Anna

  2. mi scrive:

    cr
    hey you! costant relocator…you don’t stop for a long time in the same place, uh?
    Enjoy Lo, I think it’s always strugglenly (esiste?) beautiful.
    xxx

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