Dove non importa -parte II

interCaro Paolo, tu non sai che piacere mi abbia fatto leggere il tuo commento! Allora qualcuno che ci legge c’è! E mi hai fatto tornare in mente il mio viaggio verso il “dove non importa”, che mi hanno regalato i miei per il mio diploma, un viaggio di tre settimane con un biglietto del treno chiamato interrail.

Ancora ricordo l’emozione e la preparazione, con amici che ora ho perso di vista, quando ancora Fabio non era nella mia vita., e girava il mondo per conto suo con la fidanzata di allora. Ancora ricordo le tre settimane, tra Vienna, Barcellona, Parigi, Amsterdam, Copenhagen, Berlino. Giorni passati in compagnia di Stefano e sua sorella Arianna, della Sistri (diminutivo di Silvestrina) della Flaviana e della Liviana, gemelle e amicissime. La notte alla Amsterdam Centraal perché non c’era posto negli ostelli. La serata etilica a Barcellona. Il poco visto e il tanto divertimento… Oggi chiedo a Fabio di riportarmi ad Amsterdam e Berlino e lui mi chiede perché visto che ci sono già stata, ma quando ci stai a 18 anni con un gruppo di pazzi non vedi niente di quello che a 35 vedresti molto volentieri…

Oggi ho perso i contatti con loro: so che Stefano è separato dalla moglie e fa il pilota d’aereo per una compagnia low cost, lui che si era diplomato all’accademia aeronautica ed era il sogno proibito di tutte noi adolescenti brufolose diciottenni. Sua sorella Arianna è separata con una figlia adolescente e uno più piccolo. La Sistri, matta come un cavallo pazzo ai suoi tempi, fa la mamma di tre figli e la Flaviana e la Liviana, vivono una a Bologna e una a Ferrara con due gemelli a testa. E io? Io mi considero fortunata, perché secondo trip Advisor ho visto il 30 % del mondo e ho in programma, con Fabio, un viaggio a Dubai e Abu Dhabi per ottobre. Mi spiace non aver condiviso con lui i 16 anni che ha vissuto con altri, però sono felice di quello che viviamo ogni giorno anche con le nostre difficoltà.

Vorrei ancora poter dire “dove non importa”, ma forse non ho più l’età né la voglia, però mio piace viaggiare col mio zaino in spalla e scoprire nuovi posti ogni volta. Mi piace tornare la sera in hotel (non sono più da sacco a pelo) coi piedi che fanno male e gli occhi e la mente pieni di quello che amo. Una sola volta abbiamo fatto un viaggio all inclusive, alle isole Cook, nella Polinesia Neozelandese, l’ultima settimana del nostro viaggio di nozze, e mancava poco che ci scannassimo per la noia. Questo ci consola, siamo ancora da zaino in spalla, e forse lo saremo sempre. E’ quello che spero.

Soundtrack: Aerosmith – Livin’ on the edge

 

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Una risposta a Dove non importa -parte II

  1. Paolo scrive:

    Laura, ma io non ho mai smesso di leggervi, siete voi che non avete più scritto:)! E sono convinto che ce ne sono molti altri come me…
    Proprio l’altro giorno ho incontrato un amico con il quale abbiamo condiviso molti “dove non importa”, non ci vedevamo da quasi 10 anni! E abbiamo constatato che perdersi di vista per tutto questo tempo è stato stupido e molto triste. Se ci pensiamo bene, quante persone inutili abbiamo nelle nostre cerchie di amici sui social network, mentre magari ignoriamo dove sia un vero amico e scordiamo tutte le cose che ci hanno fatto crescere fatte assieme?
    Allora c’erano cose che oggi non faremmo più, perché siamo diventati tutti più cinici ed egoisti, ad esempio mettere tutti i pochi soldi che avevamo in un unico gruzzolo…e partire.
    Però è pure vero che le persone cambiano, e ad esempio non penso di radunare i miei ex compagni di liceo per i venti anni dal diploma; so che ne rimarrei deluso, perché molti ragazzi/e che prima erano allegri e desiderosi di conoscere la vita, ora sono spenti e presi solo dal lavoro…si parletebbe solo di tasse e del mutuo che la banca non ti dà. Preferisco guardarli nella foto del quinto anno, mentre fanno le corna al compagno messo davanti!
    Ho ancora nell’armadio della casa di mia madre il mio vecchio zaino Invicta Fluo tutto scucito, che ha più cose da raccontare lui di una qualsiasi guida turistica. La mia ex invece non partiva se non c’era il set coordinato di valigie. Ma io ero uno di quelli che andava dove non importa e, anche se ora non lo faccio più, quel periodo è diventata l’essenza del mio catattere e alla fine, ho mandato a quel paese il set coordinato di valigie e pure la sua proprietaria :). A presto

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